CHIETI – “A pochi giorni dal voto il centrosinistra sta attuando quella che viene chiamata politica della Prima Repubblica pur di racimolare qualche pugno di preferenze per qualche assessore uscente, e ha messo in piedi una serie di attività illegittime che espongono l’ente Regione o le società partecipate ad azioni di danno patrimoniale”.
Lo denuncia Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione di vigilanza, ricandidato con gli azzurri alle elezioni di domenica prossima, che paventa il rischio di azioni risarcitorie a carico della Regione anche per il fatto che “molti atti, non essendo condivisi da direttori e dirigenti dei settori competenti, sono stati sottoscritti dal solo direttore generale Vincenzo Rivera, che il tribunale dell’Aquila ha riconosciuto privo di titoli per esercitare quel ruolo”.
L’esponente forzista punta l’indice in particolare contro “le Asl di Chieti e L’Aquila dove ci sono proroghe di direttori generali che non possono essere fatte e quindi espongono ad azioni risarcitorie, come sta avvenendo nelle società del trasporto pubblico Tua e Sangritana”.
“Anche l’Ater dell’Aquila che cerca di nominare un direttore generale alla vigilia del voto è una delle ultime prebende dell’amministrazione uscente”, accusa ancora Febbo, che ricorda come “all’Ater di Lanciano stavano facendo la stessa cosa ma li ho bloccati presentando una diffida e un esposto che hanno suggerito al commissario di revocare l’atto”.
“Mi auguro che faccia la stessa cosa il commissario dell’Aquila”, aggiune.
“La prima cosa da fare se domenica conquisteremo il governo dell’Abruzzo? Abbiamo un problema enorme – spiega Febbo – ed è quello dei requisiti contestati al direttore generale della Regione, perché essendoci molti atti firmati solo da lui espongono l’ente all’annullamento e terzi soggetti potrebbero chiedere i danni”.
“Un esempio? Il project financing per l’ospedale di Chieti”, chiarisce il consigliere azzurro, “il cui iter è portato avanti con la sola firma del direttore generale ed espone a un doppio rischio, quello dell’illegittimità dell’atto e quello che l’associazione temporanea di imprese ex Maltauro possa chiedere un rimborso che gli spetta per legge, sia delle spese di progettazione, sia delle fidejussioni da circa 27 milioni di euro”.
“Sono tutti atti per cui ho fatto decine di esposti – ricorda Febbo – e le responsabilità ricadranno su chi ha insistito in azioni fuori dal novero delle norme, ma purtroppo l’ente nel suo complesso ne pagherà lo scotto”.
“Poi”, aggiunge il consigliere di Forza Italia, “abbiamo un problema di riorganizzazione dell’apparato burocratico scientificamente smantellato da D’Alfonso, senza il quale non puoi fare nulla”.
Tre i temi principali che indica Febbo per la nuova amministrazione regionale: “Affrontare il rischio di disimpegno dei fondi comunitari, che l’Abruzzo non ha speso fino in fondo, anzi, ed essendo cambiati i metodi della programmazione con la rendicontazione che ora avviene annualmente ritengo ci siano delle possibilità, lavorando sodo, di riuscire a spendere le risorse inutilizzate; rimodulare il masterplan approfittando delle centinaia di promesse in cui non ci sono vincoli giuridici in modo da sistemare subito la viabilità soprattutto dell’entroterra; ridefinire complessivamente la rete ospedaliera per garantire la territorialità dell’assistenza”. (m.sig.)
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