L’AQUILA – “In Abruzzo si candida a governare un centrodestra immediato, concreto e risolutivo, come è stato qui a L’Aquila dopo il sisma 2009. Avvincente è la sfida di colmare la distanza tra la ricchezza potenziale e quella reale di questa straordinaria regione”.
Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, appena arrivata alla Spee, azienda aquilana che opera nel settore della sicurezza integrata, a cominciare dalla video-sorveglianza.
Prima tappa del leader Fdi della lunga giornata aquilana, che poi ha toccato il progetto C.a.s.e. e la sede comunale di palazzo Fibbioni, per un incontro con i sindaci dei crateri sismici 2009 e 2016-2017.
Ad accogliere Meloni il patron di Spee, Luciano Ardingo, il sindaco Pierluigi Biondi, anche lui di Fdi e amico di vecchia data della leader Fdi, il candidato presidente della Regione Abruzzo del centrodestra Marco Marsilio, senatore romano di Fdi, i candidati Luca Ricciuti e Mariella Iommi, che corrono per Fdi nel collegio della Provincia dell’Aquila.
Meloni, prima di visitare il centro Spee, incalzata dai cronisti, ha affrontato il tema caldissimo della nave della ong Sea watch, che ha soccorso 47 persone su un gommone di fronte alle coste libiche e cui il governo e in primis il ministro dell’Interno Matteo Salvini nega lo sbarco nei porti italiani.
“Se continuiamo a parlare di ogni singola nave non ne usciremo mai. Serve blocco navale in Libia, va impedito ai barconi di partire, per farla finita con lo schiavismo del terzo millennio. Una soluzione che deve coinvolgere l’Europa”.
Alla domanda se due candidati forti all’Aquila, Luca Ricciuti e Guido Liris, rischiano di far disperdere voti Meloni ha risposto, “i candidati forti e che competono sono un valore aggiunto, tutti conoscono le regole e tutti fanno gioco di squadra”.
Al termine del tour in azienda, in buona parte a porte chiuse per ragioni di sicurezza e riservatezza industriale, Ardingo ha detto che “sono rimasto piacevolmente sorpreso quando mi è arrivata la richiesta della visita alla nostra struttura, definita eccellenza italiana”.
“Marsilio e la prima volta che lo vedo. A lui come a tutti gli altri decisori politici e candidati ho detto che sono le aziende che innovano a creare ricchezza, e lavoro, essere un confronto e un ascolto serio e fattivo relativo alle nostre esigenze”, ha aggiunto.
“Le buone pratiche vanno estese – ha commentato all’uscita dell’incontro Ricciuti – seguendo le indicazioni che lo stesso Ardingo ci ha appena suggerito: rivedere le linee guida dei bandi regionali che attingono dai fondi europei, verso la concretezza, premiando gli imprenditori, e non i ‘prenditori’. Ovvero chi fa davvero innovazione ed è capace di creare lavoro e sviluppo, e non chi ha come unico fine quello intascare fondi pubblici. Penso si può fare, con vincoli a non abbandonare sul territorio”.
LA VISITA AL PROGETTO C.A.S.E.
Seconda tappa di Meloni, Marsilio, Biondi, Ricciuti e Iommi è stato l’incontro con Roberta De Cesari, originaria di Amatrice, comune colpito dal tremendo sisma del 24 agosto 2016, che ora vive con il figlio Marco, di 12 anni, autistico, al progetto C.a.s.e. di Sassa, in una città in cui , a differenza di quello che accadeva ad Amatrice, può fruire di servizi sociali e assistenza durante tutto l’arco della giornata.
Presenti anche l’assessore al Sociale del Comune dell’Aquila, Francesco Bignotti e il presidente della onlus Autismo Abruzzo, Dario Verzulli.
“Ad Amatrice prima del terremoto – ha detto Roberta – dovevo stare a casa tutto il giorno, avevo bisogno di aiuto anche per poter fare una doccia. Qui a L’Aquila ho trovato un aiuto concreto, ho toccato con mano cosa significa la ricostruzione anche sociale, di cui ad Amatrice non c’è ombra. Spero di poter rimanere qui”.
Dario Verzulli ha chiesto a Marsilio e Meloni un impegno politico ad ogni livello sulle politiche sociali, in particolare sull’applicazione delle leggi a favore dell’autismo in parte sulla carta.
“E’ una storia simbolica – ha commentato Meloni – che mi fa fare anche una riflessione, qui al progetto C.a.s.e. realizzato dal governo di cui facevo parte: ci sarebbe voluta più umiltà e onestà intellettuale, si doveva riconoscere che per i tempi italiani, qui è stato fatto un miracolo, e invece abbiamo subito durissimi attacchi, e insulti di ogni genere. Andava seguito il modello L’Aquila, anche nelle emergenze che sono seguite, invece il centrosinistra ha fatto l’opposto, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.
L’INCONTRO CON I SINDACI DEI COMUNI TERREMOTATI
Terza tappa a palazzo Fibbioni, per un incontro con i sindaci del cratere sismico del 2009 e di quello del 2016-2017.
Il primo a prendere la parola è stato il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi.
“Nell’alto Aterno, nel cratere 2016-2017 si sta vivendo una situazione che rappresenta una vergogna nazionale. Nel mio comune, colpito già dal sisma 2009, ci sono zero pratiche approvate a Teramo, relative al cratere 2016. E continuiamo a spendiamo 2,4 milioni per l’autonoma sistemazione, per l’assistenza alla popolazione. I sindaci sono stati esclusi, non hanno riparato nemmeno le case con lievi danni, a L’Aquila dopo un anno erano già tornati a casa migliaia di persone”.
A seguire Fausto Fracassi, sindaco di Ocre, comune del cratere 2009.
“Gli 8 uffici territoriali post-sisma sono stati creati a ‘supporto dei Comuni’, e dovevano snellire le procedure, e invece hanno moltiplicato la burocrazia, senza relazionarsi, senza criteri unici, imponendo la loro volontà, di fatto ostacolano l’attività dei comuni. Sei mesi per risolvere un problema che un impiegato comunale poteva risolvere in un giorno. Ora sono in via di soppressione, ma gli addetti continuano a percepire lo stipendio, senza fare nulla”.
Sandro Ciacchi, coordinatore dei sindaci del cratere 2009 ha detto, che “si registra un rallentamento, quando ci doveva essere un’accelerazione. Eliminati gli Utr vanno in qualche modo rimpiazzati. La ricostruzione pubblica e’ ferma, e tutto troppo farraginoso e complicato. Non dico che serva una legge speciale, ma norme di accelerazione si”.
Hanno poi preso la parola anche il sindaco di Fagnano, Francesco D’Amore, di Villa Sant’Angelo, Domenico Nardis, di Caporciano, Ivo Cassiani, di Calascio, Ludovico Marinacci, di Castelvecchio Calvisio, Luigina Antonacci, di Colledara, Manuele Tiberii.
“Non è la prima vola che mi occupo di questioni così delicate come la ricostruzione post sismica – ha dunque detto Marsilio -. e ho capito che non si può andare avanti con le processioni a Roma, per far passare questo o quell’emendamento. Occorrono modifiche normative, c’è già una battaglia nelle commissioni, serve un disboscamento delle norme, le abitazioni classificate ‘B’, come suggerisce anche oggi più di un sindaco, devono essere ad esempio riparate direttamente dai Comuni. E’ assurdo spendere tutti questi soldi per le autonome sistemazioni, invece che cominciare a riparare le abitazioni”.
“Quello che io vi garantisco e che ho qualche esperienza di lobby parlamentare, con tutte le forze politiche, e la userò per far passare i provvedimenti che sono giusti. L’Aquila e stata un’esperienza positiva ed e stata dileggiata e diffamata. le case sono tutte in piedi e ci si vive bene. Il confronto con le case provvisorie del sisma 2016 e 2107 e impietoso, stanno già marcendo”, ha concluso Marsilio.
“Siamo qui per garantire una filiera – ha aggiunto Meloni -, che parte dal livello nazionale non c’ paragone tra quello fato dopo il 2009 e quello fatto dopo il sisma del centro Italia. Le questioni in campo sono lo snellimento delle procedure, garantire le risorse anche in futuro, e la centralità dei sindaci. in parlamento abbiamo portato il sindaco di Leonessa, proprio per questa ragione”.
“E’ un dato di fatto, confermato oggi da tutti questi sindaci, che la governance immaginata da Renzi e Gentiloni è stata un fallimento totale, hanno aumentato i problemi invece di risolverli”, ha concluso Riccciuti. (f.t.)






