CUPELLO – Toccare il “lato b” di una donna, anche solo per scherzo, può costare caro. 

Se lei decide di denunciarti, è reato, anche se l’autore del gesto non ha brutte intenzioni. 

Toccare solo il sedere di una donna, infatti, come riporta Il Centro, è considerata un’intrusione della sfera sessuale della vittima. 

È quanto accaduto a una dipendente di un locale pubblico di Cupello (Chieti), palpeggiata da un 40enne di Vasto (Chieti) che il 22 gennaio dovrà comparire davanti al giudice Italo Radoccia. 

L’accusato, che sarà assistito dall’avvocato Raffaele Giacomucci, ha sempre negato di aver voluto abusare e offendere la ragazza, ma lei lo ha denunciato e in giudizio si è costituita parte civile. 

A rappresentare le ragioni della ragazza sarà l’avvocato Fiorenzo Cieri. 

Determinanti pare siano state le telecamere. Il difensore ha chiesto e ottenuto per il suo cliente il giudizio abbreviato. L’imputato rischia un anno di reclusione, così come previsto dall’articolo 609 bis del codice penale. 

Il codice parla chiaro: viene tutelata la libertà di qualsiasi individuo sia uomo o donna di poter fare oppure subire atti sessuali in totale autonomia. 

Il reato scatta nel momento in cui il gesto viene fatto consenziente e volontario. L’accusato insiste nel dire che non voleva neppure toccare la ragazza. Quella mano sarebbe finita sul “lato b” della donna solo per caso. Forse una spinta o un gesto casuale. Come detto, dal momento che il gesto è stato catturato dall’obiettivo della videosorveglianza del locale, attraverso le immagini, il giudice dovrà stabilire la volontà o meno dell’imputato.