L’AQUILA – Iniziative web che altrove sono solo il primo passo per proposte turistiche vincenti, nel Parco regionale Sirente-Velino si perdono nelle nebbie di un binario morto.

È il caso, clamoroso, del portale www.parcointreno.it, portale che è on line ormai dal 2013, e che propone viaggi in treno lungo la tratta ferroviaria L’Aquila-Sulmona, con tappe nelle piccole stazioni della media valle dell’Aterno e della valle Subequana, segnalando reti sentieristiche, mete culturali e naturalistiche raggiungibili dalle stazioni, offerte di servizi di ospitalità, ristoro, con una gran mole di testi tradotti in inglese e tedesco, video, mappe e belle gallerie fotografiche.

Presentato con grande enfasi in una conferenza stampa oltre cinque anni fa, il sito, e pure il progetto ad esso legato, è caduto poi nell’oblio, abbandonato nelle morte gore del web, ed ora non c’è più nemmeno un link nell’home page del sito istituzionale del Parco. Da qualche ora non è più nemmeno raggiungibile.

A denunciare ora ad Abruzzoweb questo esercizio di disinteresse, è l’ingegnere ambientale Maurizio Bacci, fiorentino, che con la sua società ha realizzato il sito, per appena 4 mila euro lordi, più 3 mila sempre lordi, per un aggiornamento e ampliamento effettuato nel 2015. Fondi attinti tra l’altro da un finanziamento europeo.

E che per anni, pur di non veder sparire il frutto del suo lavoro, ha pagato di tasca sua,  pure l’abbonamento annuale del dominio, al posto dell’ente Parco.

“L’abbonamento per il dominio scade tra pochi giorni – spiega Bacci -, mi è arrivato già un sollecito. Sono una ventina di euro, non ho problemi a tirarli ancora una volta fuori di tasca mia, anche se a pagare dovrebbe essere il Parco. Ma non è questo ovviamente il punto: per realizzare il sito ci abbiamo messo l’anima, perché posso assicurare che quel tratto di ferrovia ha potenzialità enormi, e già ora potrebbe essere fruibile a fini turistici, grazie anche ai contenuti del portale, che andrebbero però aggiornati. Ci sono tutte le informazioni utili, che descrivono il territorio, gallerie fotografiche realizzate da fotografi professionisti, ci sono video, mappe interattive di tutti i servizi utili, e delle potenziali mete di visita raggiungibili dalle stazioni. Tutti i testi sono tradotti in  inglese e tedesco.

Mi piange il cuore vedere che tutto questo materiale non venga utilizzato e valorizzato. Eppure nel  2013 www.parcointreno.it era il primo sito in  Italia dedicato a questa forma di turismo, prima del boom del settore”.

E infatti altrove, dalle Alpi alla Sicilia, gli itinerari turistici su via ferrata sono oggi una realtà consolida, che attirano decine e decine di migliaia di turisti da tutta Europa.

Per avere un esempio eclatante non serve andare nemmeno tanto lontano: la Transiberiana d’Abruzzo, che offre viaggi in treno d’epoca da Sulmona all’alto Molise, attraverso gli altopiani del Parco nazionale della Majella, ha tutti posti prenotati  per i prossimi mesi, tanto che si sta provvedendo ad aumentare le corse.

Ma evidentemente questa è fantascienza nel Parco regionale Sirente-Velino. Un ente commissariato da anni, retto di fatto dal direttore Oremo Di Nino, che è a “scavallo” con il Parco della Majella,  e prossimo alla pensione. Un ente che spende quasi tutto il suo budget annuale per pagare i dipendenti e le spese vive di gestione. Con quasi nulla che avanza per progetti di sviluppo locale e iniziative di promozione turistica.

Su come vadano le cose nel Parco, lo testimonia del resto anche l’esperienza del professionista toscano.

“Realizzato il sito – racconta Bacci – mi sarei aspettato lo sviluppo del progetto. Ma di fatto non si è mosso nulla. Noi comunque a costo zero abbiamo aggiornato il blog almeno fino al metà 2015, fino a che abbiamo gettato la spugna. Poi c’è stata la vicenda del pagamento del dominio. Il bollettino arrivava alla mia società avendolo pagato la prima volta. Più volte ho sollecitato il Parco di farsene carico, non per le venti euro, ripeto, ma un fatto di principio, di serietà. Il Parco per anni non mi ha nemmeno risposto, e solo l’anno scorso mi ha rimborsato le spese”

E non solo, Bacci rivela che  “ho anche scritto più volte per sollecitare l’aggiornamento del sito, che a quel punto era di competenza del Parco, per caldeggiarne la promozione e la valorizzazione, facendo ad esempio rimbalzare i contenuti e le news sui social network. Ho suggerito di organizzare intanto qualche itinerario, da L’Aquila o da Sulmona, a costo zero o quasi, giusto per cominciare a sperimentare un’offerta turistica che, ripeto, altrove è vincente. Mi sono offerto di dare in tal senso un aiuto e un supporto, ovviamente a titolo gratuito. Ma niente, ho avuto la  sensazione di un sostanziale disinteresse, e questo mi dispiace molto, e lo dico non da professionista, ma da semplice cittadino innamorato dell’Abruzzo, e della splendida vallata del medio Aterno, ancora vergine e verdissima, scandita da borghi medioevali integri, e che ha un potenziale turistico gigantesco, proprio grazie alla ferrovia che la attraversa”.