L’AQUILA – La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ha approvato, a maggioranza, la proposta formulata dalla vice presidente, Grazia D’Angelo, a dichiarare l’incompatibilità della carica rivestita dal senatore Luciano D’Alfonso, presidente della regione Abruzzo, “fissando un termine di tre giorni per l’esercizio del diritto di opzione da parte del senatore interessato”.
Lo si legge in una nota della Giunta. La vice presidente della Giunta ha illustrato la proposta in qualità di coordinatrice del Comitato per l’esame delle cariche rivestite dai senatori.
Nel comunicato si parla di un “articolato dibattito, nel corso del quale sono intervenuti i senatori Grasso, Bonifazi, Cucca, Crucioli, Ginetti, Urraro, Pillon, Giarrusso, Rossomando, Tesei, Gallicchio, De Falco, Evangelista e, infine, il presidente Gasparri”.
“Oggi la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato ha esaminato il caso D’Alfonso rilevando l’incompatibilità tra la carica di presidente della Regione Abruzzo e quella di senatore – ha dichiarato il senatore Maurizio Gasparri, presidente della Giunta – In seguito alle decisioni della Giunta ho inviato al senatore D’Alfonso una comunicazione con la quale lo si invita ad optare per una delle due cariche”.
D’Alfonso, eletto senatore il 4 marzo scorso, pur avendo optato per il Senato, non si mai è dimesso dalla presidenza della Regione, facendo scattare il conto alla rovescia per elezioni regionali anticipate, che si svolgerebbero in questo caso in autunno e non a scadenza naturale (nella prossima promavera).
Il presidente-senatore ha sempre sostenuto, poi, che avrebbe lasciato l’Abruzzo solo dopo il pronunciamento della Giunta per le elezioni del Senato. Adesso dunque è partito ufficialmente il countdown di 72 ore, nelle quali D’alfonso dovrà scegliere ufficialmente se restare in Regione o andare a Roma.
Il Consiglio regionale abruzzese, inoltre, nelle passate settimane aveva respinto con i voti della maggioranza di centrosinistra il provvedimento di incompatbilità tra i due ruoli, accogliendo la tesi del governatore secondo cui lo status ufficiale di senatore si ha solo con la convalida della Giunta per le elezioni di palazzo Madama, unico organismo che può stabilire l’esistenza di aspetti di incompatibilità, ineleggibilità e incandidabiltà.
“Il Pd in spregio alla Costituzione si è astenuto sull’incompatibilità di Luciano D’Alfonso, senatore e presidente della Regione Abruzzo. Nella Giunta per le Elezioni e le Immunità parlamentari i quattro componenti del Partito Democratico hanno fatto finta di non conoscere l’articolo 122 della Carta fondamentale, che sancisce esplicitamente la non compatibilità delle due cariche. Noi e tutti gli altri gruppi abbiamo votato a favore”. Lo affermano in una nota i senatori del M5S membri della Giunta per le Elezioni.
“Ieri – aggiungono – il Comitato per l’esame delle cariche si era espresso all’unanimità per l’incompatibilità, d’altra parte si tratta di una mera presa d’atto. Aveva votato a favore anche l’unico rappresentante del Pd. Oggi il Partito di Renzi ha deciso di provare a regalare a D’Alfonso altri mesi di doppio ruolo illegittimo. Una scelta del potere per il potere. Se si fosse raggiunta l’unanimità sarebbe scattata una procedura accelerata da concludere in pochi giorni. In caso di dimissioni immediate da presidente della Regione, l’Abruzzo potrebbe tornare al voto entro l’anno. Gli abruzzesi hanno bisogno di una giunta operativa su tutte le emergenze e le priorità del territorio, non di un presidente assente”.
“Il 5 agosto è il giorno della liberazione per l’Abruzzo! La giunta delle Elezioni e delle Immunità del Senato ha appena dato 3 giorni di tempo a Luciano D’Alfonso per scegliere tra il ruolo di presidente di Regione e senatore. La Costituzione gli vieta il doppio incarico! Purtroppo il Pd oggi ha deciso di graziarlo e facendo mancare l’unanimità in Giunta ha reso impossibile una procedura più veloce”. Lo afferma in una nota il senatore del Movimento 5 Stelle Gianluca Castaldi.






