L’AQUILA – “Le cartelle esecutive scadono il 23 luglio prossimo. Che cosa si aspetta che le aziende falliscano prima di intervenire? Non abbiamo fatto le perizie proprio per le promesse fatte dalla politica, a partire dal nuovo Governo giallo-verde”.

Torna ad attaccare la politica tutta “sorda alle problematiche vitali di un territorio già in ginocchio per il terremoto” il gruppo di imprenditori coinvolto nella vicenda della restituzione delle tasse sospese per 18 mesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Il gruppo, che vuole rimandare anonimo per timore di ritorsioni “essendo in un ambiente di provincia”, nei giorni scorsi aveva attaccato ancora duramente la politica “per aver dimenticato il dramma e non rispondere più neanche al telefono”.

Ora “a poche ore dal baratro” e nel giorno in cui alla Camera dei Deputati si è discusso il decreto terremoto, seduta sospesa e che riprenderà domattina, presentato dal precedente governo nell’ambito del quale sono stati bocciati tutti gli emendamenti, anche quello sulle tasse sospese, alzano di nuovo la voce.

“Andremo in piazza per celebrare il funerale dell’Aquila e del suo territorio – protesta il gruppo di imprenditori – e la morte è stata decretata dalla politica”.

Sono circa 350 le imprese ed i professionisti raggiunti dalla cartelle esattoriali per circa 100 milioni di euro, che hanno il 23 luglio prossimo come scadenza per presentare le perizie che quantificano i danni da escludere nella richiesta di restituzione.

La prima denuncia è nei confronti del governo attuale che ha annunciato la proroga che, però, ancora non viene ufficializzata.

In tal senso si aggiungono alla dura presa di posizione di Ance e Confindustria L’Aquila. che in una nota hanno denunciato la mancata concessione della proroga.

“Siamo stati abbandonati al nostro destino da anni, pensavamo si potesse risolvere la problematica ma non abbiamo intorno persone serie e consapevoli che L’Aquila e il suo territorio chiudono se si dovesse essere questo salasso. Ci sarebbe fallimenti e centinaia di licenziamenti – attaccano di nuovo – Abbiamo sbagliato nel fidarsi, abbiamo difficoltà anche nel far firmare agli esperti le perizie. È una tragedia nella tragedia e la politica non risolve i problemi dimostrando anche quella del cambiamento di essere lontana dalla realtà di tutti i giorni”.

Il riferimento è alla mancata proroga dei tempi di efficacia della cartelle esattoriali annunciata nei giorni scorsi.

A tale proposito, il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Gianluca Giorgietti, in un summit a Roma con parlamentari ed amministratori abruzzesi, nei giorni scorsi ha assicurato che la questione sarà risolta con le proroghe, con l’innalzamento del de minimis, cioè la somma da defalcare alla restrizione, da 200 mila a 500 mila, ed attivando una interlocuzione con la commissione europea per far cadere lo status di aiuti di stato.

Sulla questione il territorio si è mobilitato con ricorsi al Tar, con tavoli attivati dal vice presidente della Regione Giovanni Lolli e con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e con la mobilitazione del 16 aprile scorso quando per il centro storico hanno sfilato circa 5mila persone.

Ance e Confindustria L’Aquila, in una nota congiunta, denunciano la mancata proroga, al 23 settembre prossimo, da parte del Governo della scadenza per la presentazione della documentazione di circa 350 tra imprese e professionisti chiamati a restituire le tasse sospese per 18 mesi dopo il sisma dell’Aquila, perché la commissione europea considera le somme aiuti di stato.

“Confindustria e Ance hanno avuto, la scorsa settimana, le più ampie rassicurazioni dal Governo sull’approvazione, tra martedì e giovedì della settimana in corso, della proroga al 23 settembre del termine per la presentazione della documentazione, da parte delle imprese, relativa alla restituzione delle tasse sospese dopo il sisma 2009 – spiegano il presidente dell’Ance provinciale dell’Aquila, Adolfo Cicchetti, e il delegato alla ricostruzione di Confindustria, Ezio Rainaldi – . Ad oggi, a seguito della discussione ancora in atto alla Camera sul decreto terremoto, sta maturando una lecita preoccupazione che ci obbliga a richiamare la classe politica tutta alle proprie responsabilità. È noto infatti come uno slittamento dell’approvazione del decreto avrebbe effetti devastanti sulle categorie imprenditoriali del cratere. Chiediamo a tutti i rappresentanti politici impegnati in questa vicenda, una presa di posizione chiara e perentoria a tutela di centinaia di imprese e migliaia di lavoratori”, concludono i due rappresentanti delle due associazioni di categoria.

Anche gli imprenditori, singolarmente, nei giorni scorsi, hanno espresso preoccupazione per l’assenza di una strategia, soprattutto della politica, finalizzata a neutralizzare le cartelle esattoriali per circa 100milioni di euro notificate alle circa 350 tra imprese e partite Iva, vicenda irrisolta da anni. (red)