L’AQUILA – Dipendenti costretti a timbrare l’uscita dall’ufficio per spostarsi da un plesso all’altro, finendo così per non vedersi retribuito il tempo impiegato per i trasferimenti e di conseguenza a non avere la copertura assicurativa
Ha destato insofferenze e polemiche tra i dipendenti dell’Università dell’Aquila una circolare del direttore generale, Pietro Di Benedetto, che stabilisce le regole per gli “spostamenti tra sedi di servizio”.
Il personale coinvolto, soprattutto tra tecnici ed amministrativi, circa 350 complessivamente, sono sul piede di guerra e si stanno organizzando, anche con i sindacati, per ora con le bocche cucite, per contestare il provvedimento.
Le disposizioni creano disagi soprattutto ai dipendenti in servizio presso il polo di Coppito, che non solo sono costretti a continue timbrature visto che lo stesso si compone di diversi plessi, ma sono obbligati a rinunciare a del tempo prezioso, e anche alla copertura assicurativa in caso di infortuni, qualora afferiscano al Dipartimento di Medicina, in costante collegamento con l’ospedale San Salvatore in ragione del rapporto di collaborazione tra Ateneo e Asl.
“Considerata la peculiare strutturazione delle sedi del nostro Ateneo”, scrive Di Benedetto, “innanzi tutto occorre specificare che con il termine ‘plesso’ si intende un insieme di strutture e spazi interamente universitari (ad es. il plesso costituito da: Blocco 0, Coppito 1 e Coppito 2); il termine ‘polo’, invece, sta ad indicare un insieme di plessi adiacenti, ma tra i quali vi siano anche spazi non appartenenti all’Ateneo (ad es. il polo di Coppito)”.
“Va ribadito preliminarmente che tutti i dipendenti, anche ai fini della necessaria copertura assicurativa, sono tenuti ad effettuare le normali timbrature di entrata e di uscita dalla propria sede di servizio tramite le macchinette marcatempo presenti nella struttura in cui si trova la sede stessa”, ricorda il direttore generale.
“I dipendenti la cui sede di servizio è sita presso strutture esterne ai plessi universitari e comunque prive di macchinette marcatempo – si legge ancora nella circolare – dovranno effettuare le normali timbrature di entrata e di uscita esclusivamente tramite la macchinetta marcatempo più vicina, solo in tal modo saranno coperti dal punto di vista assicurativo nel tragitto da compiere, in entrata, per raggiungere la propria sede di servizio e, in uscita, per raggiungere la macchinetta marcatempo”.
“Premesso ciò, evidenziamo che nel caso di spostamenti dalla propria sede di servizio presso altre sedi dell’Ateneo, è necessario effettuare le relative timbrature solo nel caso in cui si esca da un plesso per raggiungerne un altro, anche se sito nello stesso polo (ad es. spostamento da Coppito 1 a Delta 6). Non si deve, invece, effettuare alcuna timbratura in caso di spostamenti fra strutture appartenenti al medesimo plesso (ad es, spostamento da Blocco 0 a Coppito 1)”, chiarisce infine il direttore generale nella circolare.
Una nota che ha finito per aumentare i malumori tra il personale tecnico e amministrativo, già insofferente per il blocco da due anni, come documentato da AbruzzoWeb, dell’erogazione del fondo comune di Ateneo, un “tesoretto” da circa 300mila euro l’anno frutto delle prestazioni tecniche svolte dalle professionalità interne a favore di terzi. (red.)






