L’AQUILA – Una raccolta di firme on line sulla piattaforma change.org con #orabastadalfonsoscegli.
È questa l’iniziativa presentata questa mattina a Pescara dal parlamentare uscente di Forza Italia Fabrizio Di Stefano che è tornato a chiedere al presidente della Regione Luciano D’Alfonso di optare e scegliere se fare il senatore o il presidente di Regione.
“Con questa raccolta di firme on line si chiede a D’Alfonso di fare una scelta secondo il dettato costituzionale. O senatore o presidente della Regione. Anche ieri sera la trasmissione Striscia la Notizia ha attenzionato l’Abruzzo per questo stato di anomalia e così per questo siamo diventati la Regione zimbello. Di questa questione si parla ormai dovunque a livello nazionale. Tutti i media nazionali e locali parlano di questa vicenda. E sempre per evidenziazioni negative che riguardano l’Abruzzo”.
“La dignità della nostra regione – ha detto Di Stefano – va salvaguardata, così come va salvaguardata la legalità. E nel contempo il presidente D’Alfonso sta portando avanti una serie di nomine e di incarichi e procedure concorsuali fra l’altro a mio avviso irregolari perché i rendiconti su cui si basano non sono coretti, perché a me risulta che quantomeno i rendiconti delle Adsu non sono stati riportati adeguatamente”.
“Tutto questo genera un clima di illegittimità nella Regione che va sanato visto che l’Abruzzo continua a essere fanalino di coda in tutti i settori, dalla Sanità fino ai fondi comunitari, come hanno più volte denunciato i nostri consiglieri regionali hanno evidenziato. Ma noi crediamo che oggi non basta andare in Consiglio per bocciare la relazione della Commissione competente che dice che D’Alfonso potrebbe restare e ricoprire entrambi gli incarichi, ma occorre una azione più forte, quella azione che i Cinque Stelle fecero quando allora tolsero lo scranno a D’Alfonso che era legittimamente presidente di Regione. Perché non ripetono oggi questo atto che D’Alfonso non è più legittimamente presidente di Regione?”.
“Questa è la domanda, e per far questo io oggi propongo – ha concluso Fabrizio Di Stefano – una raccolta di firme on line con #orabastadalfonsoscegli. Decida cosa vuol fare. Vuole restare a fare il senatore che lo faccia. Vuole restare a fare il presidente di Regione che lo faccia, ma che non getti fango e ironia e derisione sulla Regione Abruzzo con questo pervicace atteggiamento”.
Contro il doppio incarico di D’Alfonso si mobilita anche Fratelli d’Italia, che lancia una raccolta firme su tutto il territorio regionale per chiedere le dimissioni dalla Presidenza della Regione, essendo stato eletto, il 4 marzo scorso, al Senato della Repubblica.
Militanti e dirigenti del partito di Giorgia Meloni saranno nelle piazze non solo delle principali città d’Abruzzo, ma anche di altri centri, a far sottoscrivere ai cittadini una richiesta sostenuta dalla stessa Costituzione all’articolo 122: non si può ricoprire la carica di presidente di una Giunta regionale e contemporaneamente quella di senatore.
“L’Abruzzo non può stare ai comodi di D’Alfonso il quale, eletto in Senato perché candidato primo della lista del Pd, continua a mantenere il doppio incarico producendo solo danni al territorio regionale che ha già vissuto quattro anni difficili con una maggioranza di centrosinistra che ha fatto sprofondare nel baratro l’intero Abruzzo – dicono in una nota i coordinatori regionali Etelwardo Sigismondi e Giandonato Morra – Con questa raccolta firme vogliamo dire a D’Alfonso, al Partito democratico bocciato dalle recenti consultazioni nazionali e al centrosinistra tutto, che sarebbe il caso di liberare l’ostaggio, cioè l’intera Regione, e di far tornare i cittadini al voto come anche la Costituzione prevede”.
“Le opposizioni fanno il loro mestiere. Io farei altro per qualificarmi come opposizione, ma non posso imporre il mio punto di vista. Le legge è molto chiara riguardo all’incompatibilità. Io con certezza determinerò l’opzione così come dice l’ordinamento. In questi giorni non sto dando luogo ad una concretizzazione dell’incompatibilità per quanto riguarda il conflitto di interessi perché il Senato non si è mai riunito in termini fruttuosi”.
Così il governatore dell’Abruzzo e senatore Pd Luciano D’Alfonso a proposito delle polemiche sulla sua incompatibilità.
“Quello che è certo – dice D’Alfonso – è che in questi sessanta giorni ho continuato a fare quotidianamente, 16 ore al giorno, l’interesse di Regione Abruzzo. Ho rinunciato, come la legge prevede, alla doppia competenza economica, sono in capo e a carico del Senato della Repubblica, faccio il presidente della Regione. Nelle prossime settimane – conclude – preciserò la scelta per quanto riguarda di quale assemblea legislativa io resto partecipe”.




