L’AQUILA – È prevista per domani la sentenza di primo grado nel processo su presunti favoritismi nell’assegnazione dell’appalto, di 11 milioni di euro, per la ricostruzione della caserma Campomizzi dell’Aquila, avvenuto nel corso dell’emergenza post terremoto 2009.

L’importante commessa è stata aggiudicata al Consorzio Federico II.

Dopo le ultime arringhe dei difensori, il collegio giudicante presieduto da Adolfo Di Zenzo, si riunirà in camera di Consiglio per emettere il verdetto.

Nell’udienza di ieri è emerso che il 90 per cento delle accuse è prescritto: restano in piedi la truffa ai danni dello Stato e le false fatturazioni.

Anche se nel corso della lunga requisitoria, il pubblico ministero Stefano Gallo ha chiesto condanne sostanziose per 8 degli undici imputati, tra imprenditori e funzionari del Provveditorato alle opere pubbliche, stazione appaltante dell’opera.

La pena più dura, tra anni di reclusione, è stata per l’imprenditore Ettore Barattelli, attuale presidente dei costruttori della provincia dell’Aquila; poi due anni e otto mesi per il collega Enzo Romano Marinelli; un anno di reclusione per Giovanni Guglielmi, ex provveditore alle opere pubbliche; un anno e 4 mesi per Giancarlo Santariga, ex provveditore aggiunto.

Il pm ha chiesto anche un anno e 6 mesi per Claudio Quartaroli, funzionario del Provveditorato; un anno e 4 mesi per Filippo Di Giacomo, altro ex funzionario del Provveditorato; un anno e 4 mesi per il collega Luigi Zaccagno, e stessa pena per il funzionario Giuliano Genitti.

Chiesti i benefici di legge per chi avrà una pena fino a due anni.

Il pm ha presentato istanze di assoluzione per l’ex dirigente del Provveditorato Carlo Clementi, di assoluzione e prescrizione (false fatturazioni) per l’imprenditore Giulio Vittorini, e di prescrizione per il collaudatore Giovanni Benevieri.

Gallo ha poi chiesto la sanzione, per responsabilità amministrativa, per due aziende. Ha chiesto, infine, la confisca delle somme finora sequestrate per oltre due milioni.

A testimoniare nei giorni scorsi presso il Tribunale aquilano, anche il capo della Polizia, Franco Gabrielli, che all’epoca dei fatti era prefetto del capoluogo.

La caserma Campomizzi, nel corso dell’emergenza sisma è stata destinata a ospitare gli sfollati, oggi residenza per studenti universitari e sede dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila.

Gli imputati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Vincenzo Calderoni, Antonio Milo, Ernesto e Massimiliano Venta, Cesidio Gualtieri, Claudio Cagnoli, Carlo Peretti.