L’AQUILA – Un grande bosco urbano, attrezzato secondo molteplici vocazioni e che attraversa la citta dell’Aquila lungo il tracciato dell’autostrada A24 dal casello est fino all area industriale di Pile, dove puo essere spostato il casello ovest. 

Un  nuovo spazio, quello sotto i viadotti ora abbandonati e degradati che potrebbe diventare un luogo per il tempo libero, lo sport, la riabilitazione, l’espressione artistica e anche le attività agricole.

Questo in sintesi il secondo progetto della commissione urbanistica dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, coordinata dal professor Fabio Andreassi, presente oggi in una conferenza stampa seguita in diretta da AbruzzoWeb assieme al vicesindaco, con delega alle Opere pubbliche, Guido Quintino Liris, ed Ettore Barattelli, presidente provinciale Ance.

“Dopo il sisma del 2009 – ha premesso Andreassi  – sono state costruiti 8 mila alloggi di emergenza, tra Progetti C.a.s.e, M.a.p. e casette fai da te. Inotre erano 7 mila gli alloggi non utilizzati gia prima del sisma. Non si può costruire piu nulla, quello che serve ora è la riquaificazione degli spazi aperti, per rendere appetibile questo enrome patrimonio edilizio, evitando fenomeni di degado urbanistico. Questo progetto, come gli altri, va in questa direzione e rappresenta, lo voglio sottolineare, solo un insieme organico di suggestioni e planimetrie da condividere e sviluppare”.

Ettore Barattelli ha tenuto a specificare che “l’Ance è aperta alla comunità ed è al suo servizio, il Comune ci ha invitato a elaborare idee e proposte ed è quello che ora stiamo facciamo. Finora ci siamo concentrati sulla ricostruzione privata, con una sorta di ansia da prestazione, per rientrare nelle nostre case. Quello che serve ora è la riqualificazione degli spazi urbani. E questo progetto ne è un esempio. L’idea è quella di fornire schede come questa al Comune, come si è fatto per il progetto di riqualifcazione di piazza d’Armi, necessarie ad accedere a finanziamenti, poi come ovvio sarà il Comune a decidere”.

Alla domanda di un cronista sui costi di questo intervento, Barattelli ha risposto che “uno strumento che potrebbe essere utlizzato è quello della permuta, una sorta di baratto di lavori di publbica utilità, in cambio ad esempio di parte della 500 case equivalenti, acquisite nel post-sisma dal patrimonio edilizio del Comune”.

“Ringrazio sentitamente l’Ance per questo suo contributo di idee, le scelte dovranno essere prese dal Comune e attentamente condivise anche con tutti gli assessori che hanno deleghe cometenti in materia. Personalmente mi impegno a portare portare tutto quello sta elaborando l’Ance nella cabina di regia”, ha detto Liris. 

Per quel che riguarda gli alloggi equivalenti, Liris ha poi spiegato che “le case equivalenti sono un patrimoinio destinato a permunte poi ad alienazioni. C’è un discorso con l’Università e con il Gran Sasso Science Institute che ha costituito una fodazione di cui fa parte anche il Comune. E che potrebbero avere interesse a qualche appartamento. Nulla vieta di rielaborare le scelte per l’utilizzo di questo patrimonio”.

LA DIRETTA DI ABRUZZOWEB