L’AQUILA – “La Scuola nazionale dell’Amministrazione ha un ruolo decisivo davanti alle varie sfide del Paese. Il nostro obiettivo è orientare la Pubblica Amministrazione dal “sapere” al “saper fare”, formando personale qualificato che sia in grado di svolgere il proprio compito migliorandone la qualità. Il nuovo polo aquilano, in collaborazione con l’Università, sarà uno spazio in cui favorire il dialogo tra enti, istituzioni pubbliche e private del territorio”.

Lo spiega nell’intervista ad Abruzzoweb, la presidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione della Presidenza del Consiglio Paola Severino, ex ministro della Giustizia, oggi all’Aquila con il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, e che insieme al rettore dell’Università dell’Aquila, Edoardo Alesse, inaugura il nuovo polo formativo territoriale SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione – che avrà sede all’Aquila, in collaborazione con l’Università.

Nel giorno precedente all’anniversario del terremoto che ha sconvolto la città, la Scuola della Presidenza del Consiglio avvierà i percorsi formativi di dirigenti e funzionari con un focus speciale sulla gestione e sul superamento delle emergenze. Le lezioni saranno a più voci fra personale del DPC, professori universitari, docenti della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, membri del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e delle altre componenti e strutture operative (forze armate, comunità scientifica, volontariato).

“La realizzazione del polo territoriale è in fase di avanzata definizione. La ex ReissRomoli è un’ipotesi che andrà vagliata insieme alle altre istituzioni competenti per la scelta finale”, anticipa poi Severino in riferimento alla struttura che ha visitato nel 2021, e dove si insedierà a breve anche il polo di innovazione Accelerate dell’Università dell’Aquila.

Presidente Paola Severino, che ruolo e peso avrà il nuovo polo formativo territoriale SNA che avrà sede all’Aquila, in collaborazione con l’Università?

Lo stesso ruolo e peso che la Scuola della Presidenza del Consiglio conferisce ad una formazione d’eccellenza. La gestione delle emergenze è una competenza fondamentale ed è per questo che l’inaugurazione del polo formativo territoriale abruzzese avviene nel giorno precedente all’anniversario del terremoto che ha sconvolto la città.  Un messaggio di ripartenza e speranza all’insegna di una formazione mirata affinché i dirigenti e i funzionari acquisiscano competenze e conoscenze necessarie su queste tematiche. Questo polo, in collaborazione con l’Università, sarà uno spazio in cui favorire il dialogo tra enti, istituzioni pubbliche e private del territorio. Non le nego che uno dei nostri obiettivi è poter garantire una presenza della Scuola in ogni regione, idea accolta positivamente anche dalla Conferenza delle Regioni.

 A che punto è il progetto della sede della scuola nazionale della pubblica amministrazione nel capoluogo d’Abruzzo? Potrebbe essere l’eventuale sede la ex ReissRomoli, che lei ha visitato nel 2021, e dove si insedierà a breve anche il polo di innovazione Accelerate dell’Università dell’Aquila?

La realizzazione del polo territoriale è in fase di avanzata definizione. La ex ReissRomoli è un’ipotesi che andrà vagliata insieme alle altre istituzioni competenti per la scelta finale. Come avvenuto per i poli formativi territoriali in Campania e in Piemonte, anche qui la sede scelta avrà un significato ben chiaro e riconducibile alla missione della Scuola: formare l’eccellenza. I poli formativi territoriali permettono di avere un rapporto diretto con le amministrazioni locali, offrendo l’opportunità ai vari enti di poter contare su percorsi di formazione ad hoc basati sulle esigenze territoriali. Trattandosi di una scelta fondamentale, stiamo esaminando con attenzione i vari progetti.

Che ruolo ricopre oggi la Scuola nazionale amministrazione (Sna), che lei presiede, davanti alle tante sfide che ha davanti il Paese?

La Scuola nazionale dell’Amministrazione ha un ruolo decisivo davanti alle varie sfide del Paese. Il nostro obiettivo è orientare la Pubblica Amministrazione dal “sapere” al “saper fare”, formando personale qualificato che sia in grado di svolgere il proprio compito migliorandone la qualità. Alla base di un sistema che funziona, ci deve essere una formazione che funziona e il nostro scopo è esattamente questo.  Il rilancio che avevo promesso ha già segnato una svolta nel modo in cui, oggi, si formano i dirigenti e i funzionari che in futuro rappresenteranno la nostra Pubblica Amministrazione. Abbiamo gettato le basi per una Next Generation Pa, mirando ad una dirigenza in grado di guardare da un lato ai territori, dall’altro all’Europa e al mondo. La prossima sfida sarà quella di intensificare le nostre attività internazionali, favorendo il dialogo presso le scuole di altri Paesi e le istituzioni comunitarie.

C’è un problema di ricambio generazionale e di competenze nella pubblica amministrazione italiana?

Non parlerei di problema, bensì di mancanza di opportunità e oggi, la Pubblica Amministrazione è pronta al cambiamento. I giovani adulti credono in valori e competenze che noi, in quanto Scuola, cerchiamo di garantire in ogni nostro corso e l’evidenza ci dimostra che la direzione è quella giusta. Programmi di formazione finalizzati al raggiungimento di certi gradi di operatività, permettono ai futuri dirigenti e funzionari di immergersi nel mondo del lavoro della Pubblica Amministrazione con competenze trasversali. Questo, è anche lo scopo alla base del corso-concorso che ho promesso di pubblicare ogni anno. In questi giorni, i 150 allievi dell’ottava edizione, selezionati tra una platea di 7mila candidati, stanno frequentando il percorso di formazione di dieci mesi che abbiamo elaborato attraverso lezioni, laboratori, tavole rotonde e al termine del quale, svolgeranno un tirocinio operativo presso varie amministrazioni. Sono la prima generazione di “dirigenti PNRR”, ai quali spetterà il compito di governare i fondi e i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dunque la formazione di una Pubblica Amministrazione di eccellenza è un aspetto cruciale. In passato, le scelte dei nostri ragazzi sono state spesso orientate verso il mondo delle imprese, considerato foriero di maggiori soddisfazioni. Oggi, il messaggio che vogliamo trasmettere è che il mondo della Pubblica amministrazione può regalare eguale soddisfazione.