TERAMO – Un paracadutato “oriundo” si aggira per l’Abruzzo, e provoca malumori tra gli autoctoni di lunga militanza, che avrebbero gradito maggior considerazione nella scelta delle candidature alle politiche del 4 marzo.
Si tratta di Giuseppe Bellachioma, 57 anni, segretario regionale abruzzese della Lega, originario di Roseto degli Abruzzi, che però vive e risiede da anni nelle Marche, dove ha un’impresa di pompe funebri. Segretario solo dal luglio 2017, nonostante una più lunga militanza, investito direttamente dal leader maximo Matteo Salvini, e che ora è accusato dentro il partito, di usare questa delega in bianco, per curare soprattutto gli interessi suoi e dei suoi fedelissimi.
La sua esperienza politica e il suo modo di operare, che nel partito da qualcuno è giudicato ostile, in questa campagna elettorale sono la fotografia della situazione di un partito che, a dispetto di una buona aspettativa di voto anche in Abruzzo, ha all’interno contraddizioni, spaccature e questioni irrisolte finora tenute nascoste “per la ragion di stato” del voto del 4 marzo prossimo, che però potrebbero esplodere con conseguenze non pronosticabili dopo le elezioni.
Comunque, la strategia di affidarsi a fedelissimi, Salvini, come altri leader nazionali, la sta adottando in tutte le regioni, ma in particolare nel centro-sud, dove la Lega è ancora poco radicata, e non ha una nuova e consolidata classe dirigente a cui affidarsi.
Già mal sopita irritazione ha provocato la sostanziale auto-candidatura di Bellachioma sia nella lista uninominale della Camera nel collegio Pescara e Chieti, in seconda posizione, ma dietro alla paracadutata e pluricandidata senatrice Silvana Comaroli, che opterà molto probabilmente per il collegio lombardo.
E non solo: per essere sicuro al cento per cento di staccare un biglietto per Roma, e non mancare l’occasione della sua vita, Bellachioma si è pure candidato nel collegio uninominale dell’Aquila e Teramo, questa volta primo della lista.
Anche per questo Bellachioma, candidato sostanzialmente “blindato”, si è mostrato ben poco disponibile con gli organi di informazione, non concedendosi a interviste, negandosi più volte al telefono.
A L’Aquila c’è però chi osserva che sostanzialmente Bellachioma “da questo versante del Gran Sasso, non può essere certo considerato come candidato radicato nel territorio, anzi è considerato pressoché uno sconosciuto”. E nonostante questo dato di fatto Bellachioma non si è fatto quasi mai vedere nel capoluogo per comunicare ai cittadini elettori il suo pensiero.
Eppure si tratta di una città dove la Lega alle comunali di maggio 2017, ha preso il 6,7 per cento, determinate per l’elezione a sindaco Pierluigi Biondi di Fratelli d’Italia. La Lega oggi a L’Aquila ha in forza ben due assessori, Luigi D’Eramo alle Politiche urbanistiche, che è pure vicesegretario regionale, ed Emanuele Imprudente all’ambiente e Territorio, e la bellezza di quattro consiglieri comunali, Daniele Ferella, Francesco De Santis, Luigi Di Luzio e Fabrizio Taranta.
La Lega aquilana, punta di diamante in Abruzzo, non ha dunque digerito la scarsa o nulla considerazione, tenuto conto che solo D’Eramo risulta essere candidato, ma solo terzo nel listino del proporzionale, dietro appunto a Bellachioma, e ad un’altra paracadutata, l’assessore regionale uscente della Lombardia Simona Bordonali, che è pure capolista alla Camera nel collegio di Brescia.
Corre anche voce che in realtà a via Bellerio la sede della Lega a Milano, Bellachioma abbia cambiato le carte in tavola, rispetto allo schema delle candidature pattuite in Abruzzo, con ben altro occhio di riguardo in primis ai leghisti aquilani, che ora masticano amaro, pronti ad esplodere subito dopo le elezioni, dove probabilmente si consumerà il redde rationem, contro un Bellachioma che però a quel punto sarà felicemente seduto in Parlamento.
Anche D’Eramo in realtà ce la potrebbe fare a strappare un’elezione, ma dipenderà da quello che decideranno in quale collegio farsi eleggere, sia Bellachioma che Bardonali.
Ma non è tutto: mal di pancia, come ha già evidenziato dal blog Maperò, della giornalista Lilli Mandara, si registrano anche per la candidatura, anch’essa sostanzialmente imposta da Bellachioma, di Caterina Longo, seconda in lista dopo il big Alberto Bagnai, economista no euro di chiara fama, nel collegio proporzionale regionale per il Senato.
C’è infatti chi fa notare che Longo è la moglie di un fedelissimo di Bellachioma, ovvero di Piero Fioretti, segretario provinciale della Lega di Teramo, in passato collaboratrice politica di Gianfranco Giuliante, quando era assessore regionale di centrodestra. Giuliante è ora anche lui nella Lega-Noi con Salvini, nel ruolo di coordinatore dei dipartimenti abruzzesi, dopo essere stato esponente di spicco di Alleanza Nazionale e Popolo delle libertà.
Lo zampino del segretario “padre padrone” della Lega d’Abruzzo, c’è chi lo vede anche nella candidatura della segretaria amministrativa del partito Arianna Conicella Cerritelli, terza in lista nel collegio proporzionale della Camera nel collegio Chieti e Pescara, che potrebbe pure strappare un’elezione, anche in questo caso se Bellachioma e Comaroli opteranno per un altro collegio.
Protagonista dietro le quinte della campagna elettorale della Lega in Abruzzo, anche la moglie di Bellachioma, la marchigiana Nadia Lucadei, già candidata alla Regione Marche, professionista nel settore del counsueling politico, e che, secondo fonti vicine allo stesso mega segretario, in tale veste sta seguendo la campagna elettorale della giovanissima Lucrezia Rasicci, 26 anni, candidata della Lega per l’uninominale della Camera dei Deputati, nel collegio di Teramo.
Senz’altro una delle più giovani tra coloro che stanno scendendo in campo per le politiche del prossimo 4 marzo, anche se proviene da una famiglia dover la politica è di casa, essendo figlia del notissimo odontoiatra e docente dell’Università dell’Aquila, Renato Rasicci, ex vicepresidente della Provincia di Teramo, anche lui ex An e quindi Pdl.
Una candidatura della coalizione di centrodestra, quella della giovane teramana, che nella provincia di Teramo è stato considerato un vero e proprio caso politico tanto da indurre più di un simpatizzante di Forza Italia e Fratelli d’Italia a direzionare altrove le indicazioni di voto.
Tornando alla Lucadei: ha tenuto una lezione di counsueling politico, in occasione dell’incontro pre-elettorale organizzato a L’Aquila da Giuliante, “Civiche d’Abruzzo, come la politica ascolta il territorio”. Qualcuno aveva letto nell’iniziativa un surrettizio lancio della candidatura di Giuliante. Ma poi non se ne è fatto nulla. C’e’ chi dice che per lui Bellachioma ha altri progetti.
Lo scenario lastricato di polemiche che si verifica in Abruzzo non è del resto un’eccezione per la Lega al centro-sud.
Come ha illustrato un’inchiesta del settimanale l’Espresso, a far storcere il naso ai militanti leghisti puri e duri e della prima ora, quelli della “Roma ladrona”, e che sognavano la secessione dal meridione irredimibile, c’è ad esempio l’investitura a coordinatore del movimento in Sicilia e candidato al Senato Angelo Attaguile, che prima di salire sul Carroccio, è stato esponente di punta della Democrazia cristiana, poi del Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo. In Sicilia è candidato al parlamento anche Filippo Drago sindaco di Aci Castello, anche lui un passato nell’Udc, Noi Sud, Pdl ed Mpa.
O anche il ruolo di primo piano in Calabria dell’ex governatore Giuseppe Scopelliti, che ha una condanna in appello a cinque anni per abuso e falso per la vicenda del dissesto milionario del municipio che governava, Reggio Calabria, e che sosterrà Salvini con il suo nuovo Movimento nazionale per la sovranità fondato insieme a Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma.






