L’AQUILA – “Non ci aspettavamo questo grande successo”.
In una domenica pomeriggio di nevischio e freddo dicembrino è sbarcato all’Aquila il fumetto Magnotta Wars – Il lato abruzzese della forza, del pescarese Fabrizio Di Nicola e del messinese Antonio Recupero, ispirato, in stile Star Wars, al bidello aquilano Mario Magnotta, scomparso nel gennaio del 2009, diventato celebre in tutto il mondo per gli scherzi telefonici ai suoi danni da parte di due ex studenti della scuola superiore in cui lavorava, Maurizio Videtta e Antonello De Dominicis.
Nei locali di Spazio rimediato, in via Fontesecco, domenica scorsa i i due autori hanno incontrato alcuni fedelissimi di un vero e proprio mito “trasversale” aquilano, con tanto di telefonata fuori programma con il comico e cantautore Dario Vergassola.
“Quello di Magnotta è il primo caso ‘virale-analogico’, che ha anticipato i social network – ha detto Antonio Recupero – Stiamo avendo dei riscontri e un affetto da parte dei lettori che non avevamo messo in preventivo. Abbiamo ricevuto richieste addirittura da una persona che vive in Australia con una ragazza di Carsoli, in provincia dell’Aquila”.
“L’idea è nata una sera a Lucca, in una cena con qualche bicchiere di troppo – ha raccontato – parlando di personaggi del mondo trash degli anni ’80 e ’90 e siamo finiti a Mario Magnotta, che io, siciliano, ho ‘conosciuto’ quando avevo 15 anni in una estate di venticinque anni fa in Sicilia, grazie alle audiocassette portate da un ragazzo di Roma. Sinceramente, non pensavamo di riuscire a realizzare un fumetto. E invece…”.
E invece, le vendite stanno andando alla grande, “perché Magnotta è un personaggio ‘trasversale’ conosciuto da tutti, ce ne siamo resi conto parlando con tante persone non soltanto in Abruzzo, ma anche nelle Marche, nel Lazio, nel nord Italia – le parole di Di Nicola – Un nostro amico di Milano, fumettista della Disney che viene da una famiglia della borghesia, lo conosce a memoria”.
Le presentazioni in giro per l’Italia ormai non si contano più, dalla ‘prima’ al festival di Lucca è partito un vero e proprio tour, oltre agli articoli su Repubblia. GQ e alle puntate radiofoniche dedicate dal Trio Medusa.
“Non abbiamo mai tentato di prendere in giro il personaggio, né di farne una parodia o una macchietta – ha spiegato Recupero – invece, lo abbiamo messo in una situazione talmente assurda da funzionare”.
“Il fumetto è interamente a colori e per me è la prima volta, perché fino ad oggi ho disegnato solo fumetti in bianco e nero – ha svelato Di Nicola – Ed è stato molto divertente colorarlo. Le pagine originali, a matita, le ho fatte su dei fogli usate per le scatole da bomboniere, che avevo in casa per motivi che ignoro. Per la copertina, l’editore avrebbe voluto qualcosa in digitale, io invece ho preso un pezzo di legno dal garare, l’ho messo sul cavalletto e non mi accorgevo che stavo dipingendo sul legno. Poi, il personaggio l’ho beccato alla prima ‘botta’, evidentemente era già pronto per finire su carta”.
“Anche perché Magnotta, ripeto, era già conosciuto da tutte le parti. Anche senza internet”, ha ammesso.
A primavere, gli autori promettono di tornare per conoscere gli autori degli scherzi diventati leggenda.
VERGASSOLA, ”MAGNOTTA UN FUORICLASSE, HA INVENTATO I SOCIAL”
Durante la presentazione è intervenuto telefonicamente uno dei più grandi fan di Magnotta, Dario Vergassola, comico e cantautore che ha da vent’anni un rapporto molto stretto con L’Aquila e che ha conosciuto Magnotta in una delle sue ‘passate’ aquilane.
“Magnotta è vivo e lotta insieme a noi – ha detto – Proprio l’altro giorno fa ho fatto ascoltare gli scherzi a chi non lo conosceva ancora. Ricordo quando ho conosciuto il mitico all’Aquila in tempi migliori di questi.
“Ai miei tempi, quelli che non si drogavano ascoltavano Magnotta – ha ironizzato il comico di La Spezia – che però dava dipendenza: il mio medico a cui avevo portato la cassetta, mi ha chiamato dopo un anno per dirmi ‘trovamene un’altra perché sono in astinenza da Magnotta”.
“Il suo urlo meraviglioso nello scherzo della lavatrice andrebbe studiato dal punto di vista antropologico – ha aggiunto – Alla fine, dopo essere stato messo di mezzo, l’omino torna Neanderthal, perdendo centinaia di migliaia di anni di evoluzione. Ecco, quell’urlo meraviglioso andrebbe mandato quando si spediscono le astronavi nello spazio”.
“E poi – ha detto ancora Vergassola – a livello culturale attraversa chiunque, dagli ignoranti ai colti. E soprattutto è generazionale: pochi gruppi musicali, pochi libri e pochi artisti hanno avuto un sostegno generazionale. Mio figlio mi ringrazia ancora per averglielo fatto conoscere”.
“Sono convinto – ha concluso tra gli applausi e le risate generali – che se fosse ancora vivo, vincerebbe le primarie del Partito democratico. Metterebbe tutti d’accordo”.




