L’AQUILA – “Le consiglio di astenersi dall’esprimere pubblicamente giudizi di carattere personale su alcun individuo, è di cattivo gusto e, spesso, non paga”.
Così Francesca Stecca, insegnante della scuola elementare di Preturo, chiusa nei giorni scorsi perché dichiarata sismicamente insicura, in una lettera aperta, pubblicata integralmente sotto, inviata al capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale dell’Aquila, Roberto Junior Silveri, che ieri l’aveva presa di mira per aver partecipato alla conferenza stampa dei consiglieri di centrosinistra Giustino Masciocco (Articolo 1), Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza e lavoro) e Antonio Nardantonio (Partito democratico).
Questi ultimi hanno rimproverato all’amministrazione di sottovalutare il problema relativo alla sicurezza delle scuole e il capogruppo degli azzurri li ha definiti “tragicomici”.
Dopo il botta e risposta a distanza, pace fatta ieri sera tra Junior Silveri e la Stecca, che si sono stretti la mano durante la riunione del Consiglio territoriale di Preturo.
LA LETTERA APERTA DI STECCA A SILVERI
Egregio consigliere Roberto Silveri,
ho scoperto in tarda mattinata, con una nota a sua firma, con enorme rammarico, tramite codesta testata giornalistica, di essere “un’attrice tragicomica dal valore discutibile”. Eppure credevo di aver scelto il delicato e meraviglioso compito di essere un’insegnante di scuola primaria!
Partecipare in piena libertà ad una conferenza stampa perché si ha a cuore la sorte della scuola primaria di Preturo e della comunità che la anima (cosa che dovrebbe interessare più lei, considerate le sue origini) non ha nulla di comico.
Tragico è ritrovarsi protagonista valutata da chi non era neanche presente allo “spettacolo”.
Ancor più tragica e mistificante è stata la sua scelta di focalizzare l’attenzione solo su alcuni passaggi del mio intervento, tralasciando (volutamente o no) tutto il discorso psico-pedagogico ed antropologico sull’importanza fondamentale che ha, per una giovane mente, la costruzione della propria identità personale e sociale legata al territorio, fino alla esplicita richiesta di unire gli sforzi congiunti dell’amministrazione per “rianimare” un avamposto culturale di una frazione che deve essere valorizzata.
Per deontologia professionale, so che se il mio messaggio non è arrivato comprensibile, (e non poteva esserlo perché veicolato da terzi) occorre ritrasmetterlo con un codice linguistico più appropriato, cambiando registro linguistico e con strategie psico-pedagogiche diverse, direttamente al destinatario.
Pertanto non mi sono persa d’animo ed ho voluto incontrarla personalmente nella riunione di un Ctp convocato, peraltro in modo anomalo da lei personalmente, questa sera (ieri sera per chi legge, ndr). Mi permetto, all’uopo, di ricordarle che, sebbene non le piaccia il regolamento attuale dei Ctp, esso è valido fino alla stesura del nuovo o, comunque, fino a che l’organo è in vita.
Tornando alla conferenza stampa e volendo parafrasare nel gergo teatrale a lei tanto caro, visto che ha perso la “prima”, ho voluto darle modo di assistere in diretta alla “replica”. Del resto i latini ci insegnano che “repetita iuvant”.
La ringrazio delle pubbliche scuse che mi ha gentilmente rivolto anche se arrivate dopo mia esplicita richiesta.
Le consiglio, per il futuro, di astenersi dall’esprimere pubblicamente giudizi di carattere personale su alcun individuo, è di cattivo gusto e, spesso, non paga.






