TERAMO – “Mi rivolgo ad Azione regionale: a meno di un anno dalla presentazione della lista alle prossime elezioni regionali, la scelta di Azione a Teramo, in un capoluogo di provincia non paragonabile a qualsiasi altro comune, che cosa significa? Intendono fare sponde dirette ed indirette a Marsilio? A questo punto si pone un problema nel campo del Terzo Polo”.
Le elezioni di Teramo spaccano il mai davvero nato terzo polo: in una nota il coordinatore regionale di Italia Viva Camillo D’Alessandro, lancia strali contro gli alleati di Azione, e contro il coordinatore regionale, il deputato Giulio Sottanelli, che a Teramo appoggiano lo stesso candidato sindaco del centrodestra, Carlo Antonetti. Eppure il partito di Matteo Renzi e quello di Carlo Calenda, solo pochi mesi fa, alle elezioni politiche in Abruzzo e in Italia, si erano federate e fatto liste comuni, e lo stesso in teoria dovrebbero fare per le elezioni regionali della primavera 2024.
Ed ora a Teramo si ritrovano paradossalmente su fronti contrapposti, visto che Italia viva sostiene la candidata sindaco Maria Cristina Marroni.
“La scelta del centrodestra di sostenere il candidato Carlo Antonetti svela anche un po’ goffamente il segreto di Pulcinella, che a Teramo tutti sapevano. Antonetti era il candidato di una parte del centrodestra, ed è stato sempre sul tavolo nazionale, cioè espressione dell’asse Paolo Gatti e Marco Marsilio. Cosa che avevo ampiamente anticipato ad Azione”, incalza D’Alessandro.
E ancora: “solo qualche giorno fa i rappresentanti di Azione giuravano che mai e poi mai sarebbero stati con la destra e l’onorevole Giulio Sottanelli si è spinto a dire, salvo essere smentito lo stesso giorno, che Antonetti era il candidato di Azione. Non solo, la Lega ha espresso anche il veto sulla presenza del simbolo di Azione, colpevole di essere all’opposizione del Governo di Giorgia Meloni”
“Sono ancora più chiaro: intendono fare sponde dirette ed indirette a Marsilio? Se è così lo dicano e sarà chiaro che ci sono due idee diverse di Terzo Polo e della nostra funzione. Se non è così, come credo, va risolto il caso Teramo che è surreale: non hanno il candidato ma non sostengono la candidata espressione di una parte del terzo polo, per fare un investimento su cosa esattamente, sul centrodestra? Sposano un candidato di centrodestra e subiscono il veto al simbolo. Ora che fanno, rimangono lì, sotto la veste civica con chi li ha messi alla porta?”






