L’AQUILA – “L’ex sindaco Cialente, anche lui bocciato dai cittadini insieme alla sua passata amministrazione con il voto di tre mesi fa, si erge a professore e impugna un’immaginaria matita d’altri tempi tratteggiando fantomatici errori dell’attuale amministrazione. La spocchiosa voglia della sinistra di ritenere il proprio giudizio superiore e migliore rispetto agli altri si mostra in tutta la sua forma”.
Il segretario comunale di Forza Italia dell’Aquila, Stefano Morelli, prosegue così il botta e risposta che si è innescato sullo sgombero dell’asilo occupato di viale Duca degli Abruzzi, chiesto con una mozione, poi sottoscritta dall’intera coalizione del centrodestra, dal capogruppo consiliare degli azzurri, Roberto Junior Silveri, che approda in aula nella seduta di domani.
Una richiesta che ha scatenato un putiferio a partire da associazioni e movimenti che a vario titolo e in varie epoche hanno svolto attività all’interno della struttura che, hanno fatto notare, è chiusa dal 18 gennaio scorso, quando le scosse di terremoto hanno colpito con la neve il capoluogo.
E che ha portato l’ex sindaco Massimo Cialente ha parlare di “errore blu del sindaco Pierluigi Biondi“, considerando la mozione “oltre che stupida, ingiusta e inutile, è pericolosa. Pericolosa perché avvia un clima di scontro ideologico, perché di questo si tratta, nella città. Vi sono dei passaggi brutti, e verbalmente violenti”.
“La mozione, oggetto della professorale riflessione dell’ex sindaco, è una mozione giusta e condivisibile che ristabilisce da qui in avanti il concetto che è sfuggito alla passata amministrazione, quello del rispetto delle regole e della legge”, fa osservare Morelli.
“Con il provvedimento che si voterà nel prossimo Consiglio comunale si stabilisce un punto fermo, che sta a cuore a Forza Italia che lo ha proposto attraverso il suo capogruppo Roberto Jr Silveri, non si accetteranno in futuro occupazioni abusive di immobili pubblici. Il nostro intento – continua il segretario degli azzurri – è quello di ripristinare le regole del vivere comune, ovvero se qualcuno volesse in futuro aprire in città attività di aggregazione sociale o culturale lo potrà fare solo nel modo che prevede la legge: affittare o rispondere ad un bando per l’utilizzo di uno spazio e partecipare a quel processo che riguarda tutti gli operatori aquilani del settore, pagare le tasse!”.
“Fino ad oggi grazie a Cialente così non è stato e se si voul parlare di violenza questa la si vede tutta nelle sue parole su una polemica che non avrebbe avuto motivo di essere se il concetto del rispetto delle regole fosse chiaro”, conclude Morelli.




