L’AQUILA – In visita all’Aquila, fino all’11 settembre, una delegazione di varie università giapponesi, che si relazionerà con le autorità politiche, scientifiche, universitarie e sociali locali in merito alla gestione dell’emergenza post-terremoto 2009.
Sono previsti vari incontri nell’arco delle giornate di studi e sopralluoghi sul campo per constatare, oltre l’aspetto della ricostruzione fisica, anche quello psico-sociale, il Giappone, infatti, non conosce gli aspetti riguardanti, per esempio, le gestioni di una tendopoli.
La visita dei giapponesi è finalizzata allo studio delle modalità con cui le istituzioni italiane, Governo, Regioni, Province e Comuni intervengo a soccorso delle popolazioni colpite da calamità naturali.
In particolare la delegazione è interessata a conoscere l’iter e le procedure seguite dai vari Enti, preposti al soccorso e sostegno nei territori colpiti, da quando accade la calamità a quando la popolazione rientra nelle proprie case.
Per l’occasione sono previsti incontri con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, l’assessore alla Protezione civile Emanuele Imprudente e il geofisico e sismologo Christian Del Pinto con il coordinamento del consigliere comunale Roberto Santangelo.
Le giornate di studio sono organizzate dalla professoressa Marilena Esposito del dipartimento di Protezione civile nazionale, psicologa psicoterapeuta e coordinata, a livello locale, da Anna Maria Mancuso, psicoterapeuta.
Sono previsti sopralluoghi anche ad Amatrice, Norcia e Arquata del Tronto.
Tra i componenti della delegazione giapponese: Hanzawa, chirurgo cardiovascolare, esperto in medicina d’emergenza; Mizutani, ricercatore presso l’Università di Kyoto sugli studi per il miglioramento degli sfollati; Shiozaki dell’università Ritsumeikan di Kyoto, che si occupa da anni della ricostruzione delle abitazioni, delle comunità e della vita quotidiana dopo una calamità naturale;Sugimoto professoressa dell’Università del Kyushu, da anni impegnata nella prevenzione e gestione dei disastri; Kitagawa, ricercatrice presso l’Università del Kyushu; l’interprete e traduttrice Francesca Tabarelli De Fatis.



