L’AQUILA – Il Censis boccia le università di Chieti-Pescara e L’Aquila e premia quella di Teramo.

Torna anche quest’anno la classifica del Centro studi investimenti sociali, l’istituto di ricerca socio-economica ha diffuso il nuovo ranking annuale degli atenei italiani, tra cui quelli presenti in Abruzzo.

Le strutture sono state divise in diverse categorie: mega atenei statali con oltre 40mila iscritti, grandi atenei statali dai 20 ai 40mila iscritti, medi atenei statali da 10 a 20mila iscrittili, piccoli atenei statali fino a 10mila iscritti, politecnici e atenei non statali.

Per stilare queste diverse classifiche il Censis ha tenuto conto di diversi criteri di valutazione: dalle strutture disponibili ai servizi erogati, passando per livello di internazionalizzazione e capacità di comunicazione 2.0.

Ottimo risultato quello dell’università degli studi di Teramo che, con un punteggio di 89,6 su 100, si classifica in seconda posizione nella graduatoria dei piccoli atenei.

I punti di forza dell’ateneo teramano sono comunicazione e servizi digitali 109 punti e le strutture 104. Meno bene vanno i servizi, 70 punti. Supera Teramo solamente l’università di Camerino 97,2 punti.

Risultati negativi invece per l’università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, che, nella classifica di grandi atenei, si piazza penultima con il quattordicesimo posto e 75,6 punti. Sono internazionalizzazione 69 su 100, servizi 72 punti e strutture 71 a far scendere la media dell’università.

Meglio invece borse 82 e comunicazione e servizi digitali 84 punti. Dopo Chieti-Pescara solo la facoltà di Napoli II, con 72,4 punti.

Tra i 17 atenei italiani di dimensioni medie c’è l’Università dell’Aquila, che si ferma, a dispetto di quanto annunciato dalla rettrice Paola Inverardi in quest’ultimo anno, al quattordicesimo posto, con 75,2 punti. Male, in particolare, le strutture, 68 punti e i servizi 73, meglio la comunicazione e i servizi digitali 85 punti.