L’AQUILA – In cento tra medici e personale infermieristico sono attesi venerdì e sabato all’Aquila per il primo corso di formazione in diagnosi prenatale e procreazione medicalmente assistita (Pma), una due giorni che per la prima volta mette insieme pubblico e privato, la società Sismer Abruzzo, che gestisce il nuovo centro Pma che sarà inaugurato a fine mese in via Piemonte, la Asl provinciale e l’Università degli studi dell’Aquila.

“Il corso è rivolto principalmente agli operatori dell’azienda sanitaria locale ma è allargato anche a professionisti provenienti da fuori provincia”, spiega il professor Giulio Mascaretti, ginecologo dell’ospedale San Salvatore, “e vuole rappresentare la possibilità di fusione tra l’aspetto assistenziale, che è di prevalenza ospedaliero, con quello didattico che è invece universitario, coinvolgendo strutture altamente specialistiche che sono private. Anche per sfatare il falso ideologico per il quale il privato ruba risorse, e università e ospedale vanno ciascuno per conto proprio”.

Il corso si apre venerdì, alle 15,00, alla Dimora del Baco, con la sessione dedicata al “Moderno approccio alla sterilità di coppia”, alla “Terapia chirurgica non invasiva” e all’endometriosi nella infertilità. Il giorno seguente, sabato, dalle 9 alle 13, si parla, tra le altre cose, di cellule staminali, diagnosi prenatale e “Tecniche di monitoraggio del benessere fetale”.

Parteciperanno medici specialisti in Ginecologia ed Ostetricia, urologi, andrologi, genetisti, neonatologi, radiologi, e poi biologi, ostetriche, infermieri, tecnici di laboratorio e di Radiologia.

Insieme a Mascaretti, presiede il corso il professor Luca Gianaroli, considerato un luminare della medicina della riproduzione, e direttore scientifico del neonato centro Sismer dell’Aquila.

“In questo appuntamento c’è grande sinergia, insieme alla ricostruzione delle case la città ha bisogno anche della ricostruzione culturale – aggiunge Mascaretti – L’Aquila, storicamente, ha rappresentato un’eccellenza nel panorama internazionale, basti ricordati che gli Ospedale riuniti dell’Aquila furono tra i primi in Europa in cui si faceva la neurochirurgia, per la quale venivano da tutte le parti. Nella struttura della scuola De Amicis, in passato nosocomio, sono stati ritrovati documenti che testimoniano che persone sono venute a farsi operare all’Aquila dalla Germania. Durante il Regno delle Due Sicilie – ricorda il professore – la scuola delle levatrici, oltre che a Bari, era all’Aquila: in questa città c’è una lunga storia sanitaria-didattica”.

I relatori del corso, oltre a Mascaretti e Gianaroli, sono Edoardo Alesse, direttore del dipartimento Scienze cliniche applicate e biotecnologie dell’Università dell’Aquila, Daniele Bernabe, direttore sanitario del Sismer di Bologna, Sandra Di Fabio, direttore del dipartimento Materno infantile della Asl dell’Aquila, Gaspare Carta, direttore dell’unità operativa complessa Ginecologia ed ostetricia della Asl dell’Aquila, Cosimo Di Berardino, dirigente medico della stessa azienda, Quirino Di Nisio, segretario regionale Aogoi, Antonio Scotto, ginecologo del Sismer di Bologna, Sara Mascaretti, dottoranda dell’Università dell’Aquila, Carlo Masciocchi, prorettore vicario dell’Ateneo federiciano, Maurizio Ortu, presidente dell’Ordine dei medici della provincia dell’Aquila, Roberto Giacomelli, direttore della cattedra di reumatologia dell’università dell’Aquila, Francesco Brancati, professore di Genetica medica all’Università del capoluogo, Carla Tatone, presidente del corso di laurea in Biotecnologie allo stesso Ateneo, Alfonso Tiberi, segretario provinciale dell’Agico e Ludovico Vaggi, responsabile di Urologia al San Salvatore.