BUSSI SUL TIRINO – L’evoluzione dell’intricata vicenda della bonifica e reindustrializzazione del sito d’interesse industriale di Bussi sul Tirino (Pescara), con la formalizzazione dell’investimento da 300 milioni di euro per 300 posti di lavoro del Gruppo Toto, e l’avvio degli interventi di risanamento ambientale con la firma oggi dell’accordo di programma tra Comune, Regione Abruzzo, Ministero dell’Ambiente e Solvay e l’assegnazione definitiva dell’appalto da circa 50 milioni di euro al colosso belga Dec-Deme prevista per domani, fa emergere delle frizioni all’interno della maggioranza che guida il Comune.

Il vice sindaco del paese, Sonia Di Carlo, in occasione del Consiglio comunale del 21 aprile scorso che esaminava l’accordo di programma per l’acquisizione delle aree Solvay da parte del Comune, ha proposto a sorpresa che i terreni venissero occupati solo temporaneamente per la bonifica per poi essere restituiti alla società della chimica.

Una presa di posizione che è arrivata come un fulmine a ciel sereno, considerando che da vice sindaco è sempre stata in sintonia con le scelte portate avanti negli ultimi anni dal primo cittadino Salvatore Lagatta, tanto che quest’ultimo di fronte alla proposta della Di Carlo ha minacciato le dimissioni.

La vice sindaco, infatti, rappresenta l’ago di bilancio in Consiglio comunale, e senza il suo sostegno l’amministrazione non avrebbe i numeri per continuare a governare.

La Di Carlo, tuttavia, nonostante la presa di posizione si è astenuto sul voto dell’accordo di programma che sarà sottoscritto oggi.

La sua proposta ha sorpreso il sindaco, visto che persino il Partito democratico, che è all’opposizione di Lagatta, ha votato a favore.

“Abbiamo voluto portare lo schema di accordo in Consiglio comunale per ragioni politiche di trasparenza e non perché fosse un atto dovuto – spiega il sindaco – prima di firmarlo al Ministero ho voluto sottoporlo alla comunità bussese”.

Le aree inquinate della Solvay, dopo una lunga battaglia, il sindaco ha ottenuto che passassero in mani pubbliche, visto che è lo Stato a farsi carico degli interventi di bonifica, avviati con la gara bandita dal commissario Adriano Goio nel dicembre 2015 e che solo oggi si apprestano ad essere avviati. (m.sig.)