L’AQUILA – Adesso è certo, finiranno in contenzioso i bandi per le 36 assunzioni previste dalla Regione Abruzzo per integrare i profili che non è possibile colmare con il personale delle Province, dopo il piano per 169 prepensionamenti messo in atto in fretta e furia dalla Giunta D’Alfonso a fine 2016, come anticipato e poi spiegato diffusamente da AbruzzoWeb.
Una selezione che ha riscosso un successo strepitoso, sono già quasi 3.500 le domande arrivate agli uffici regionali per cercare di conquistarsi un posto nell’amministrazione, un migliaio solo per la figura di specialista amministrativa.
Nei giorni scorsi è stato infatti presentato un ricorso al Tar, e c’è un’udienza già fissata, per il prossimo 19 aprile, di quattro lavoratori che hanno già lavorato in Regione, con contratto di collaborazione coordinata e continuativa (Cococo) nell’ambito del settore Opere pubbliche.
Nell’istanza, notificata in questi giorni a palazzo Silone, si denunciano presunte illegittimità nel bando, chiedendone l’annullamento, e rimarcando che l’ente avrebbe piuttosto dovuto prorogare i loro.
Un primo inghippo dopo che gli uffici della Giunta avevano già ricevuto un ricorso in autotutela con cui un ingegnere impugna il bando più corposo, quello per 9 unità con profilo professionale “specialista tecnico – ingegnere”, da assegnare ai servizi “Genio Civile” e “Funzione autorità ambientale”, denunciando di essere stato escluso pur avendo un titolo di studio valido e chiedendo di rientrare in gioco.
Ma ci sono anche gli idonei del “concorsone” Ripam del 2012 per assumere lavoratori pubblici nella ricostruzione dell’Aquila che un mesetto fa hanno messo le mani avanti, chiedendo in una nota stampa “di provvedere all’attingimento dalle graduatorie Ripam Abruzzo per soddisfare le esigenze di nuovo personale per i profili compatibili”. Al momento, comunque, non si hanno notizie di passi da parte loro.
Come già detto, le 3.500 domande da parte di persone interessate potrebbero portare ad altri contenziosi: qualora questa selezione venisse messa in pericolo, anche centinaia tra questi interessati finirebbero per ricorrere alle vie legali e la Regione si ritroverebbe tra incudine e martello.
Queste le figure richieste: 9 unità, profilo professionale “specialista tecnico – ingegnere”, da assegnare ai servizi “Genio Civile” e “Funzione autorità ambientale”; 7 unità, profilo professionale “specialista tecnico – ingegnere”, da assegnare al dipartimento Opere pubbliche nei servizi “Gestione rifiuti” e “Politiche energetiche, Qualità dell’aria, Sina”; 2 unità, profilo professionale “specialista tecnico – ingegnere”, da assegnare al dipartimento trasporti nei servizi “Porti, aeroporti, trasporto merci e logistica” e “Reti ferroviarie, viabilità, impianti fissi”; 2 unità, profilo professionale “specialista tecnico – ecologo”, da assegnare al dipartimento Opere pubbliche nel servizio “Funzione autorità ambientale”; 2 unità, profilo professionale “specialista tecnico – geologo”, da assegnare al dipartimento Opere pubbliche nei servizi “Gestione rifiuti” e “Funzione autorità ambientale”; 1 unità, profilo professionale “specialista tecnico – biologo”, da assegnare al dipartimento Opere pubbliche nel servizio “Funzione autorità ambientale”; 2 unità, profilo professionale “specialista economista”, da assegnare al dipartimento Opere pubbliche nei servizi “Gestione rifiuti” e “Funzione autorità ambientale”; 4 unità, profilo professionale “specialista amministrativo”, da assegnare al dipartimento Opere pubbliche nei servizi “Gestione rifiuti” e “Funzione autorità ambientale”; 7 unità, profilo professionale “specialista amministrativo”, da assegnare al dipartimento della presidenza nel servizio “Europrogettazione, rapporti con gli uffici dell’Unione Europea e raccordo con la sede di Bruxelles” e nella “segreteria del nucleo di valutazione”.





