L’AQUILA – Imprenditori uniti nella solidarietà per una raccolta fondi promossa dall’Acai, l’Associazione cristiana degli artigiani italiani nata da poco ma già con 200 iscritti nel capoluogo, a favore di Autismo Abruzzo onlus, in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo: venerdì scorso, nella cornice del ristorante Fattoria Antica Forconia all’Aquila, una cena di beneficenza per l’acquisto di attrezzature didattiche e di ausilio alle attività del centro per l’Autismo.
Tra i presenti, gli imprenditori Corrado Chiodi, presidente dell’Aquila Calcio, e Stefano Cipriani, dirigente del sodalizio rossoblu, Stefano Valentini, Nino Gavioli, Silvano Di Stefano, Patrizio Panella, Marco Vittorini ed Ettore Di Berardino, responsabile Acai di Chieti , oltre alla commerciante Natalia Nurzia, il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini, Silvano Cappelli, l’esponente di Assocasa Ugl Franco Marulli e l’ingegner Antonio Masci, tecnico vicino al mondo curiale, gli avvocati Paolo Arquilla ed Erminio Di Timoteo.
Alla cena anche l’arcivescovo metropolita del capoluogo, monsignor Giuseppe Petrocchi, accompagnato dal consulente spirituale dell’Acai don Daniele Pinton, canonico onorario del capitolo metropolitano, rettore delle Anime Sante, parroco di San Marco e preside dell’Istituto di Scienze religiose.
Ad accogliere gli invitati alla cena di beneficenza Mara Quaianni, presidente di Federalberghi e anima, insieme al marito Alfredo Di Giovanni, della Fattoria Antica Forconia.
“Tanta beneficenza, tanto riscontro a livello altruistico che ci consentirà di dare un piccolo, grande contributo a questa associazione nell’affrontare le tante problematiche legate alla gestione di questa forma di disabilità che può avere tante sfaccettature, più o meno gravi, ma che comunque richiede impegno e dedizione quotidiani e costanti”, commenta Angelo Taffo, commissario regionale Acai.
Alla fine è stato di circa 1.600 euro il contributo che verrà destinato all’acquisto delle attrezzature per la onlus aquilana.
Che solidarietà e imprenditoria possano andare a braccetto è stato il concetto espresso anche dall’arcivescovo Petrocchi: “In queste occasioni ci sono due evidenze da sottolineare: la prima, di natura associativa, ed è quella di creare convergenza in seno a un mondo produttivo come quello imprenditoriale – ha fatto presente – La seconda, di natura solidaristica, è legata al fatto che l’aspetto economico deve correttamente pensare al prossimo, in particolare ai più fragili e bisognosi, per assunzione di responsabilità e condivisione. Queste due variabili sono importanti, costituiscono fattori di rispetto e socialità”.
In un momento in cui i tagli alla sanità hanno determinato pesanti diminuzioni ai contributi per i servizi di assistenza ai disabili, come per esempio le riduzioni sugli stanziamenti per il servizio di trasporto pubblico scolastico, le iniziative di solidarietà sono una boccata d’ossigeno per quelle associazioni che, ogni giorno, si trovano in prima linea per difendere i diritti e garantire una vita migliore ai bambini, ragazzi e adulti con problematiche di disabilità.
“Tanta strada è stata fatta, tanto c’è ancora da fare – aggiunge Dario Verzulli di Autismo Abruzzo – Noi come associazione rappresentiamo circa 120 nuclei familiari che si trovano ad affrontare il problema dell’autismo. che è una sindrome di disagio mentale, racchiusa in uno spettro ampio, spesso non diagnosticato, specie nelle forme più lievi”.
“In Abruzzo la popolazione coinvolta è stimata tra gli 800 e i 1000 nuclei familiari. Ma il problema sta proprio nell’assenza di un registro, di un censimento effettivo, da parte della Asl, proprio per le difficoltà oggettive nell’effettuare corrette valutazioni e riconoscere la presenza dell’autismo non solo nei casi di sindrome grave”, aggiunge.
Una battaglia lunga e tortuosa che ha come fine “fare il massimo perché le persone con autismo possano essere inserite nel mondo del lavoro”, rimarca Verzulli.
“Abbiamo già raccolto questa sfida da diversi anni. Siamo riusciti a sperimentare dei percorsi specifici per alcuni ragazzi e poi man mano ampliarli. Offrire loro opportunità diverse per ogni tipologia di persona. Le persone con autismo hanno una differenziazione di competenze e aspirazioni che all’inizio può rendere difficile il loro inserimento – sottolinea – ma con il tempo le loro unicità possono diventare delle caratteristiche tali da rendere migliori le prospettive di un futuro a livello di integrazione sociale e lavorativa”.




