PESCARA – “Penso che ieri l’Italia abbia toccato il fondo perché non è possibile che abbiano pagato, in maniera lieve, solo in cinque. Se questo è il modo di fare giustizia nel nostro Paese, mi devono almeno rispondere su come sia possibile che lì siano morte 29 persone e di cosa sono morte. Escludendo di fatto tutte le omissioni che la Prefettura ha fatto, sentire ‘il fatto non sussiste’ è stato straziante. Purtroppo non sappiamo come sia potuta uscire una sentenza del genere”.

Lo dice all’Ansa, all’indomani del verdetto del giudice, Marco Foresta, i cui genitori persero la vita nell’Hotel Rigopiano, travolto e distrutto da una valanga il 18 gennaio del 2017.

Tobia Foresta, 59 anni, e Bianca Iudicone, 50, si erano concessi un breve soggiorno nel resort, dove poi hanno trovato la morte. Marco è il loro unico figlio.

“Siamo state delle persone civili per sei anni. Come tutti hanno potuto notare, abbiamo sempre voluto mantenere un profilo basso, rispettoso delle istituzioni buone, rispettando tutti”, dice oggi il giovane, esprimendo “vicinanza all’enorme lavoro fatto dai pm”.

“Ci devono almeno rispondere su come sia possibile che lì siano morte 29 persone e di cosa sono morte, visto che i miei genitori alle 10:00 volevano scappare. Perché dalle 10:36 nessuno è intervenuto per fare qualcosa?”, si chiede Marco, tornando a mostrare gli screenshot di uno scambio di messaggi con la madre in cui la donna, proprio alle 10.36 della mattina del 17 gennaio, sei ore prima che la valanga si abbattesse sulla struttura, scriveva al figlio “ci stiamo preparando tutti”.