L’AQUILA – C’è luce in fondo al tunnel: è pronto il nuovo stabilimento della ex Selex dell’Aquila, che entro l’estate ospiterà i 141 dipendenti dell’ex colosso Finmeccanica, oggi Leonardo, che dopo il terremoto del 2009 è stata provvisoriamente ricollocata negli spazi del Tecnopolo d’Abruzzo (ex polo elettronico), presi in affitto.

L’azienda, che opera nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, e che nel centro d’eccellenza del capoluogo abruzzese progetta apparati avionici sia civili che militari, apparati di riconoscimento e trasponditori, sarà così trasferita nella nuova sede di Campo di Pile, accanto allo stabilimento della Thales Alenia Space inaugurato a fine 2013.

Non si hanno certezze sulla data esatta del trasferimento, ma secondo quanto si apprende da fonti sindacali avverrà sicuramente nel corso del 2017.

Un barlume di speranza per un territorio dilaniato dalla crisi economico-sociale, nonostante l’azienda non assuma ormai da anni, tranne due unità grazie ai fondi raccolti dopo il terremoto da sindacati e Confindustria, e ad un certo punto ha anzi fatto temere che potessero esserci degli esuberi.

Le rappresentanze sindacali unitarie si dicono comunque soddisfatte perché la scelta dell’azienda di restare all’Aquila con uno stabilimento di proprietà costituisce un punto fermo, rappresenta radicamento sul territorio e viene considerato un bel risultato per il quale guardare il bicchiere mezzo pieno.

Realizzata in parte con fondi comunitari tramite un bando regionale e in parte con risorse proprie, la nuova sede è costata circa 8 milioni di euro.

A contribuire alla scelta di Selex di restare all’Aquila, oltre 4 milioni di euro per riprendere le attività dopo il terremoto del 2009 grazie ad un accordo firmato nel 2012 con l’allora amministratore delegato Paolo Aielli. Si aggira invece intorno ai 15 milioni di euro, secondo la Fiom Cgil, il quadro complessivo di finanziamenti, tra quelli richiesti e quelli concessi alla Selex dal 2009 ad oggi.