L’AQUILA – Squadre di volontariato in tutti i Comuni che hanno coinvolto almeno 500 persone; frese, turbine e bobcat giunti da Lombardia, Friuli, Piemonte e Provincia autonoma di Trento; dal 5 gennaio scorso, 12 persone 24 ore su 24 nella Sala operativa e 14 nel Centro funzionale, entrambi ospitati nella sede della Regione Abruzzo in via Salaria Antica Est all’Aquila.
Queste alcune cifre citate “a caldo”, in attesa di stilare i report, sull’emergenza neve e terremoto in Abruzzo, fornite da Silvio Liberatore, dirigente della Sala operativa.
“Abbiamo fronteggiato un’emergenza che nei libri di storia d’Abruzzo non ha pari e anche le 5 scosse di terremoto sono state dichiarate un qualcosa di mai visto”, ricorda il sottosegretario alla Presidenza della Giunta con delega specifica, Mario Mazzocca.
“Ne ho viste tante ma questa è una delle più difficili di sempre”, conferma Liberatore facendo il punto tecnico.
“Il sistema regionale è collegato con quello nazionale, abbiamo fatto confluire mezzi e materiali e attivato anche l’Esercito. Uno spiegamento molto consistente sul Teramano e l’Aquilano, le due aree principali di intervento in questo momento – spiega il dirigente – Il problema persiste nell’Alto Aterno, dove ci sono Comuni ricoperti dalla neve e colpiti dal terremoto, mentre nell’Alto Teramano ci sono Comuni con isolamento di viabilità ed energia, anche se entrambi in fase di risoluzione”.
“Tutti sono stati messi a dura prova anche a livello psicologico, da due settimane non c’è un giorno di tregua – fa notare il sottosegretario – Sono vicino ai volontari e ai responsabili della sala operativa del Centro funzionale che lavorano 24 ore su 24 così come le forze dell’ordine e il soccorso alpino”.
“Non possiamo che essere soddisfatti di questo, non parlo solo come amministratore, ma conoscendo anche qualcosina nel merito, visto che 10 anni fa sono stato tra i primi a istituire la Sala operativa nella Provincia di Pescara”, rimarca Mazzocca in conclusione.
Qualche sindaco ha polemizzato per i mancati soccorsi a fronte di una situazione meteo largamente prevista, poi aggravata dal sisma. “È difficile chiedere di intervenire in via preventiva finché l’evento non si verifica in tutta la sua violenza – ribatte Mazzocca – Sicuramente dobbiamo migliorare sull’aspetto organizzativo, anche se abbiamo fatto passi da gigante negli ultimi anni, non lo dico io ma lo dicono a Roma”.
“Ognuno è libero anche di andare in procura, se vuole”, commenta poi sull’ipotesi del vice sindaco di Bisenti che chiederà i tabulati delle sue telefonate a inizio emergenza per denunciare le mancate risposte, “ma la situazione è stata davvero eccezionale”.
Tra le aree ora divenute residuali di intervento, nelle altre province Liberatore spiega che “c’è ancora qualcosa da sistemare nel Chietino, a Passo Lanciano. A Pescara – continua – qualche Comune con qualche problema di neve c’è ancora. I problemi di isolamento elettrico Terna li ha risolti da oggi pomeriggio, la situazione è destinata a tornare alla normalità”.
Il dirigente della sala rivendica un risultato importante: “Abbiamo portato 23 cittadini di Ortolano, frazione di Campotosto, in elicottero negli alberghi convenzionati con la Regione Abruzzo e stiamo provvedendo anche a cercare di portare in simili strutture ricettive le persone disagiate di Campotosto, Montereale e Capitignano. A tutti, comunque, abbiamo fornito beni di prima necessità e brandine”.
“Capisco quello che passano i sindaci, che sono la valvola di sfogo dei cittadini e hanno avuto un grandissima emergenza, isolati con viabilità ed elettricità, soprattutto questo secondo isolamento non si sostiene perché crea problemi di riscaldamento e acqua calda”, commenta serafico sulle polemiche.






