L’AQUILA – Se il centrosinistra piange, il centrodestra non ride in vista delle prossime elezioni amministrative dell’Aquila di primavera: dopo mille rinvii, è infatti saltato definitivamente il sondaggio telefonico che un abbozzo di coalizione capeggiato da Forza Italia voleva condurre su una serie di candidati sindaco.
Intanto, anche il livello regionale forzista si muove, e il coordinatore, Nazario Pagano, ha avviato un dialogo importante con il “pari grado” di Noi con Salvini, il senatore leghista Paolo Arrigoni, con effetti sul livello comunale tutti da definire, visto che Fi e Ncs sono di fatti separati in casa, gli uni concentrati almeno fino a oggi sul sondaggio, gli altri sulle primarie, e, sempre a oggi, zero possibilità di correre uniti al primo turno.
E da questi contatti fuori dalle mura antiche trapela una certa preoccupazione che serpeggia a livello abruzzese e nazionale sul caso del capoluogo, dove comunque la si giri non si riesce a individuare un papabile ritenuto all’altezza della situazione, uomo, donna, giovane, vecchio, civico o politico che sia, sintomo della disgregazione complessiva di una classe dirigente nel corso del decennio di governo del centrosinistra.
Il tempo comincia a stringere e per questo spuntano nomi di possibili, ma improbabili, “papi stranieri”: dopo la secca smentita dell’interessato, la candidatura del presidente uscente della Camera di commercio Lorenzo Santilli sembra tramontata sul nascere.
La suggestione dell’ultim’ora, peraltro un nome di ritorno, è quella del commercialista e manager di enti pubblici e società private Roberto Marotta, talmente bipartisan da essere spesso inserito nel totosindaco anche del centrosinistra: ma a chi lo conosce bene, il presidente dell’Accademia delle Belle arti e del Comitato corsa della Federazione internazionale di pattinaggio ha assicurato che dovrebbe sconvolgere la sua vita per imbarcarsi in un’impresa del genere e non ne ha intenzione.
Temi e problemi finiti anche sul tavolo di Altero Matteoli, il senatore veterano di mille battaglie che ha ereditato la gestione a livello complessivo della partita delle amministrative: l’ex ministro ha in città il suo alfiere nell’ex assessore regionale Gianfranco Giuliante, il quale da manovratore nell’ombra potrebbe ora, secondo alcuni scenari, tornare ad assumere un ruolo più di primo piano.
Un antipasto, d’altronde, si era già avuto a ottobre quando, in piena campagna referendaria, Matteoli è piombato all’Aquila riunendo per la prima volta tutta la coalizione, forzisti e salviniani più gli altri, al tavolo di una conferenza stampa, formula strana scelta al posto di quella più canonica ma più a rischio vuoti del comizio in piazza.
Intanto, giovedì scorso l’ennesima riunione infruttuosa sulla squadra di nomi in campo e sulla formula ha sancito la cancellazione, salvo clamorosi colpi di testa, del sondaggio, chiudendo un tormentone che andava avanti dallo scorso giugno, quando AbruzzoWeb per la prima volta ha svelato un “derby telefonico” tra l’ex sindaco Biagio Tempesta e l’ex manager Asl Giancarlo Silveri.
Il roster dei nomi poi, con il passare del tempo, si è arricchito di candidati civici e politici subito fatti fuori, anche se questi due sono sempre rimasti in campo. Prevista all’inizio prima del referendum costituzionale del 4 dicembre, poi da farsi subito dopo, poi a inizio 2017, poi più avanti, alla fine l’indagine su affidabilità e popolarità di 5-6 nomi da mettere poi a sfida con i papabili del centrosinistra, è saltata del tutto.
Anche perché difficilmente, nonostante i tanti tavoli e il lungo lavoro preparatorio, il vincitore del sondaggio avrebbe poi avuto appoggio pieno e convinto di tutti, rendendo di fatto una perdita di tempo e di soldi organizzare questa maratona.
All’indomani della bandiera bianca, venerdì pomeriggio Pagano ha incontrato Arrigoni, in Abruzzo anche come componente della commissione d’inchiesta della Camera sulla mega discarica di Bussi sul Tirino (Pescara).
I due avrebbero concordato su una reciproca disponibilità a celebrare ampie alleanze, con uno sguardo nei centri maggiori e in primis L’Aquila. Stretti contatti anche con Matteoli.
E ora si pensa già al futuro. In settimana il coordinatore comunale forzista, Stefano Morelli, dovrebbe riunire il comitato locale di 60 componenti per decidere il da farsi.
La prossima settimana, poi, si dovrebbe tenere un tavolo regionale di centrodestra tutto dedicato alle elezioni di primavera.
Per quanto riguarda L’Aquila, ragiona Pagano con i suoi, il nodo è un candidato competitivo, e che faccia sintesi con tutto il centrodestra. Quanto alle primarie, non le ritiene nelle corde del centrodestra e di Fi: almeno in questo il presidente regionale è d’accordo con gli aquilani.






