L’AQUILA – “Il 5 e 6 aprile sono giorni di lutto e dolore ma dal 7 inizia la protesta. Lo stallo politico sta compromettendo molto per L’Aquila. Dobbiamo riportare qui lo Stato che, al momento, non c’è”.
A lanciare l’allarme e ad annunciare la protesta è la senatrice del Partito democratico e assessore comunale dell’Aquila alla Cultura Stefania Pezzopane nel corso della conferenza stampa di presentazione delle iniziative per la commemorazione delle 309 vittime a quattro anni dal terremoto del 6 aprile 2009.
Tra queste l’ormai tradizionale sfilata per le vie del centro, che però non partirà più dalla Fontana luminosa ma da via XX settembre, con gli orari anticipati per aumentare la partecipazione, e il convegno cui parteciperà anche il presidente del Senato Pietro Grasso.
A margine della conferenza, i familiari delle vittime hanno rivolto un appello alla politica: “I giovani sono disorientati e avviliti e scappano dall’Aquila, aiutateli”.
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“I SOLDI NON CI SONO”
La Pezzopane denuncia la mancanza della certezza dei finanziamenti: “Il quarto anniversario è un grido di dolore – continua – L’Aquila sta soffrendo, c’è chi viene qui a celebrare successi che non ci sono”, riferimento, quest’ultimo che sembra proprio rivolto al ministro uscente per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, che in un evento ha presentato i risultati raggiunti.
Secondo l’assessore, che presto presenterà le dimissioni per dedicarsi a tempo pieno ai nuovi impegni parlamentari, “gli sforzi andrebbero seguiti ma non c’è continuità. Hai voglia a progettare e programmare se non ci sono i soldi per la ricostruzione – sbotta – Sono fermi i provvedimenti per il rifinanziamento, c’è molta preoccupazione. Non abbiamo risposte neanche sui precari”.
Insomma, “non c’è un governo che si prenda responsabilità. Il governo Monti continua a dire che ci sono i soldi ma sappiamo che non ci sono”.
La denuncia della senatrice Pezzopane sull’isolamento dell’Aquila e del coinvolge anche l’esecutivo uscente che all’Aquila ha inviato il ministro Barca.
“Barca è un ministro dimissionario come tutto il governo, ma la città ha bisogno di risposte”, evidenzia la Pezzopane.
“Gli aquilani sono disorientati e questo non va bene perché abbiamo davanti dieci anni di lavoro terribile”, conclude.
LA SFILATA RIVISITATA
La grande novità logistica per il quarto anniversario sarà la partenza anticipata del corteo, alle ore 22, e da un posto diverso, via XX settembre all’altezza del bivio che porta alla stazione ferroviaria.
La sfilata percorrerà tutta la lunga arteria sostando presso il “ground zero” della Casa dello studente crollata e attraverso corso Federico II arriverà in piazza Duomo in un orario anche questo anticipato, intorno a mezzanotte.
“Abbiamo cambiato il programma cercando di renderlo più attraente – ha spiegato la Pezzopane – e utile per chi negli anni scorsi voleva partecipare e non riusciva a farlo”.
A quel punto saranno letti i nomi delle 309 vittime, saranno liberati in aria altrettanti palloncini dai volontari della Croce Rossa e a partire dalle 0.30 nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, “delle Anime Sante” per gli aquilani, l’arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Molinari celebrerà la santa messa.
Ci sarà poi la ‘staffetta’ con il vescovo ausiliare, monsignor Giovanni D’Ercole, che presiederà la veglia in attesa delle 3.32 animata dai giovani del gruppo della Tendopoli di San Gabriele. Infine, i 309 rintocchi sempre in ricordo delle vittime.
Il giorno dopo, alle 11.30, nuova messa presso la Basilica di Santa Maria di Collemaggio.
IL CONVEGNO CON GRASSO E GLI EVENTI
Altra novità della quarta ricorrenza, una serie di eventi collegati alla ricorrenza, “ma non chiamiamolo cartellone, li hanno voluti anche i familiari delle vittime e non si spende un solo euro di fondi pubblici”, ha chiarito la Pezzopane rispondendo a chi ha avanzato qualche perplessità sul rischio di una “Perdonanza celestiniana-bis”.
Il fiore all’occhiello sarà sicuramente il convegno “Ricostruiamo la legalità… Partendo dall’Aquila”, cui parteciperà, annuncio dato al volo dopo conferma via sms all’assessore, anche il neo presidente del Senato, Pietro Grasso, che potrà così tra l’altro riabbracciare il figlio Maurilio, dirigente di Polizia e capo della squadra Mobile della questura del capoluogo.
L’incontro si svolgerà il 6 mattina, quindi dopo la fiaccolata, dalle 9 all’Auditorium del Parco e sarà promosso dall’associazione Libera e dall’Associazione nazionale magistrati. Oltre a Grasso ci saranno i giornalisti del Corsera Gian Antonio Stella e di Repubblica Carlo Bonini, il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, e il prete antimafia di Libera don Luigi Ciotti.
“Grasso viene per un convegno ma gli chiederemo di rendersi conto del momento di profonda e drammatica solitudine che la città sta vivendo”, la promessa della Pezzopane per non trasformare l’evento nella ‘solita’ vetrina della personalità di turno.
E poi ci saranno altre iniziative di vario genere. Presentazioni di libri, mostre, concerti, convegni.
Su tutti, quello promosso dalla Fondazione 6 aprile per la vita “E se si potesse non morire di terremoto”, titolo che parafrasa la canzone dei Modà, un incontro-dibattito con gli studenti delle scuole superiori al Ridotto del Teatro comunale.
Si comincerà alle 15 con il saluto di Massimo Cinque, presidente della Fondazione, che nel sisma ha perso la moglie e due figli, e a moderare ci sarà l’antropologo Jan Jonathan Boch.
I FAMILIARI DELLE VITTIME: “I GIOVANI SCAPPANO, SALVATELI”
“Fate qualcosa per i giovani dell’Aquila, sono avviliti e disorientati”.
Alla vigilia del quarto anniversario del terremoto del 6 aprile 2009, a spronare la politica affinché si sblocchi la penosa situazione del capoluogo sono i familiari delle vittime, di chi quattro anni fa con i crolli ha perso familiari e speranze.
L’appello è arrivato a margine della conferenza stampa di presentazione degli eventi per la quarta ricorrenza della tragedia.
La prima a tirare fuori il tema è stata Annamaria Cialente, mamma di uno degli 8 ragazzi morti nel crollo della Casa dello studente, Francesco Esposito.
“Vedo che i giovani sono disorientati e demotivati e vorrei che a loro sia data la possibilità di trovare la loro strada, un posto di lavoro e una identità”, ha detto rivolgendosi all’unico interlocutore presente in quel momento, la senatrice del Partito democratico e assessore comunale Stefania Pezzopane.
“Lo chiedo – ha aggiunto la Cialente – perché questi ragazzi che non ci sono più avrebbero voluto fare tanto per L’Aquila. Noi famiglie vogliamo continuare a essere vicine ai giovani loro ci daranno la forza”.
Dello stesso tenore l’intervento di Renza Bucci, madre di Giovanna Berardini, morta nel sisma assieme al marito Francesco Giugno e alla nipotina mai nata, che si sarebbe dovuta chiamare Giorgia: la 309ª vittima del sisma.
“I giovani si avviliscono e vanno via dalla città – ha denunciato – Questo deve essere il primo pensiero, la prima ricostruzione. Rivolgo un appello alla senatrice, occupatevene”. (alb.or.)



