L’AQUILA, 2 GIUGNO – Il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente (nella foto), ha partecipato, sfilando senza la fascia tricolore e tenendola raccolta tra le mani, alla cerimonia per il 2 giugno che si è svolta alla Villa comunale. Il gesto è stato compiuto per protestare contro la questione delle tasse.
“Mi è dispiaciuto doverlo fare – ha detto il primo cittadino alla fine della cerimonia – ma non è possibile restituire le tasse così come configurato dal governo. Sono d’accordo che chi ha una busta paga debba restituirle, ma tutti i sei mesi entro il 2010 è impossibile”.
“Il governo stesso – ha aggiunto il sindaco – ha definito il terremoto del 2009 come la più grande tragedia di questo secolo. Non capiamo perché non possiamo avere lo stesso trattamento di tragedie anche meno gravi della nostra”.
Cialente ha poi dichiarato che nel caso la situazione non cambiasse è pronto ha restituire la sua fascia al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e a dimettersi da vice commissario.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, l’assessore regionale, Angelo Di Paolo, la vice presidente della Provincia dell’Aquila, Antonella Di Nino. Alla prima uscita ufficiale il nuovo prefetto del capoluogo, Giovanna Maria Iurato, che da qualche settimana ha sostituito Franco Gabrielli, diventato vice capo dipartimento della Protezione civile.
La Iurato si è attenuta strettamente al cerimoniale, leggendo il messaggio del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ed evitando di rilasciare altre dichiarazioni ai cronisti presenti.
Successivamente presso l’aula consiliare “Sandro Spagnoli” di Palazzo dell’Emiciclo si è svolta la cerimonia di consegna delle onorificenze. A ricevere l’Ordine al merito della Repubblica Italiana sono stati Elio Argentieri, Angelo Colizza, Pio Fulvi, Gilberto Giuliani, Gianni Mattucci e Luciano Visconti. Le medaglie d’onore invece sono andate a Antonio Giambattista Di Giusto, Orlando Di Piero, Gino Liberatore (ritirata dall’erede Felice Liberatore) e Pacifico Ricchiuto (ritirata dall’erede Lucia Franca Ricchiuto).
A ROMA NUCLEO DELLA MUNICIPALE AQUILANA SFILA CON LE MOTO
Intanto, nella parata di Roma, cui ha partecipato anche il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, un gruppo di vigili urbani aquilani ha partecipato sfilando a bordo delle moto. “Un momento di grande emozione e soddisfazione”. Così il comandante della Polizia municipale dell’Aquila, Eugenio Vendrame ha commentato al termine della parata.
“Il mio ringraziamento – ha aggiunto Vendrame – va in primo luogo ai miei uomini che, in pochi giorni, sono riusciti a coordinarsi perfettamente con i colleghi romani per dare luogo a questa importante sfilata. Poi mi preme ringraziare lo Stato Maggiore dell’Eserecito, organizzatore della manifestazione e il comandante della Polizia Municipale di Roma, Angelo Giuliani, col quale va consololidandosi un bellissimo rapporto di stima e collaborazione, frutto di una forte e genuina fratellanza che, dal 6 aprile 2009, ha reso le città di Roma e L’Aquila, ancora più vicine”.
PESCARA, PRIMA USCITA DEL NUOVO PREFETTO D’ANTUONO
PESCARA, 2 GIUGNO – La celebrazione in piazza Garibaldi per la festa della Repubblica è stata l’occasione per la prima uscita pubblica del nuovo prefetto della città adriatica, Vincenzo D’Antuono, che si è appena insediato in città.
A fare da cornice alla cerimonia, un coro con la partecipazione dei bambini, che sventolavano le bandierine tricolore. Oltre al sindaco Luigi Albore Mascia, al presidente del Consiglio comunale Licio Di Biase e al presidente della Provincia Guerino Testa, in piazza si sono ritrovati i rappresentanti delle forze dell’ordine e quelli delle associazioni combattentistiche e d’arma, che hanno ascoltato il messaggio augurale del Presidente della Repubblica e quello del ministro della Difesa.
Sempre nell’ambito dei festeggiamenti del 2 giugno, in piazza della Rinascita sono stati allestiti alcuni stand che vedono protagonisti forze dell’ordine, vigili del fuoco, polizia municipale, polizia penitenziaria e Croce Rossa. A fine mattinata si è svolta una manifestazione aerea.
TERAMO, IL DISCORSO DEL SINDACO BRUCCHI
TERAMO, 2 GIUGNO – Questo il discorso del sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi. “Si celebra oggi la festa della Repubblica, per ricordare e sottolineare l’importanza e il valore della scelta repubblicana compiuta dagli italiani sessantaquattro anni fa.
Nel 1946 gli italiani furono chiamati alla consultazione, la prima di carattere popolare universale, contrassegnata dalla storica novità del voto delle donne. Gli italiani dovettero decidere quale forma istituzionale dare al Paese e scegliere tra monarchia o repubblica, oltre ad eleggere i componenti dell’Assemblea Costituente, cui sarebbe spettato l’altissimo compito di scrivere la Carta Costituzionale.
Dalle urne referendarie emerse la preferenza per la Repubblica, anche se dai risultati affiorò un’Italia sostanzialmente divisa in due, anche dal punto di vista geografico: nel Nord prevalse la Repubblica, nel Sud la Monarchia.
E proprio di fronte a tale situazione, la classe politica dirigente dell’epoca adottò due scelte di profonda intelligenza politica ed istituzionale, il cui scopo era di favorire percorsi di pacificazione civile, di concordia e di unificazione nazionale: l’amnistia per reati comuni, politici e militari compiuti da fascisti e da antifascisti e l’elezione a Presidente della Repubblica di Enrico De Nicola, politico di orientamento monarchico.
Pace sociale, accordo civile, unità: su queste basi si è costruita la nostra democrazia e si fonda la nostra Costituzione. Una Costituzione che ha consacrato sentimenti, speranze, valori profondamente radicati, comuni a tutti gli italiani. Nella Carta Costituzionale sono scolpiti i pilastri della nostra democrazia ed essa è ancora la legge fondamentale che regola la vita pubblica e istituzionale del Paese. Impossibile, qui, sintetizzare i benefici che la Carta ha garantito nei decenni. Va però detto che, se l’Italia per decenni è stata tra i primi paesi nel mondo per qualità dell’apparato istituzionale e sensibilità della vita sociale, ciò lo si deve principalmente alla sua Costituzione, che ha saputo interpretare e iscrivere le esigenze della Nazione dentro un alto corpo normativo.
Ecco, la Costituzione ha saputo rispondere agli interessi del Paese, interpretandone lo spirito e segnandone il cammino.
Essa continua a godere delle fiducia e dell’affetto degli italiani.
Eppure in questi decenni, molto è cambiato: la società, i rapporti, gli indirizzi economici, lo stile di vita, le attese delle diverse generazioni, la sensibilità dei singoli e quella collettiva, la percezione delle istituzioni. È naturale, allora, che un complesso di mutazioni così radicali debba determinare la necessità di adattare ad esse le principali regole della convivenza civile. Questo senza negare quelle che ci hanno guidati fino ad oggi ma interpretando le stesse in un’ottica e con prospettive rinnovate.
La Costituzione vive ed opera nella coscienza dei cittadini e per questo deve essere costantemente attualizzata. E’ superfluo dire che la nostra Costituzione ha mantenuto nel tempo intatto tutto il suo valore ma proprio per questo appare oggi necessario confermare quel valore, ancorando le norme ai mutamenti sopravvenuti.
Proprio celebrazioni come quella odierna debbono aiutarci a comprendere che da queste scelte dipende il grado di libertà e di giustizia sociale su cui costruiamo la nostra convivenza civile.
La festa della Repubblica deve costituire occasione e stimolo per approfondire tutto ciò: per imparare, ridestare e tenere svegli i valori fondanti della Repubblica e della Costituzione.
Viva la Repubblica Italiana”.






