ROMA – Erano le 8.46 del mattino dell’11 settembre 2001 quando il primo aereo di linea dirottato si schiantò contro una delle due Torri gemelle nel World trade center di New York. Lo seguì, 17 minuti dopo, un altro Boeing 767, che colpì l’altra torre. In poco più di un’ora, sotto gli occhi sconvolti di tutto il mondo, gli edifici più iconici della città crollarono su sé stessi, mentre altri due aerei si schiantavano in Pennsylvania, sulle sedi del Pentagono di Arlington e Shanksville.

A 21 anni dall’attentato terroristico più tragico della storia degli Stati Uniti, che causò la morte di quasi 3mila persone, ancora si lavora all’identificazione di alcune vittime. Non tutti i terroristi di Al-Qaeda coinvolti nella progettazione ed esecuzione dell’attacco sono stati ancora processati.

Come ogni anno, dalle 8.46 del mattino a mezzogiorno ci sarà la cerimonia di ricordo delle vittime, quest’anno alla presenza della vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris. Verranno letti i nomi delle vittime e osservati momenti di silenzio negli istanti precisi in cui gli aerei hanno colpito le torri e il Pentagono e in cui il volo United 93 si è schiantato in Pennsylvania. Al tramonto le luci ricreeranno le torri.

Una commemorazione segnata però dalle polemiche: il sindaco di New York, Eric Adams, è criticato in questi giorni dai parenti delle vittime degli attentati per un torneo di golf femminile sponsorizzato dall’Arabia Saudita che si terrà ad ottobre nel club di Donald Trump in città.  Le famiglie, ma anche diversi rappresentanti del consiglio municipale, hanno chiesto al primo cittadino di annullare l’evento in segno di rispetto per le tante vite perdute l’11 settembre.

Quindici dei 19 attentatori erano sauditi e, anche se formalmente non sono mai state accertate le responsabilità del governo di Riad, in tanti accusano l’Arabia Saudita di essere terreno fertile e rifugio sicuro per i terroristi. “Chiediamo al sindaco di New York di stare lontano da Ground Zero e da tutti gli altri memoriali ed eventi dell’11 settembre a meno che non annulli l’Aramco Golf Series finanziata dall’Arabia Saudita”, ha dichiarato Brett Eagleson, che rappresenta le famiglie delle vittime.

L’ufficio del sindaco ha replicato di non poter intervenire poiché si tratta di una decisione presa dal predecessore Bill de Blasio e di non poter rompere il contratto con la Trump Organization per ragioni legali.   Il tycoon era stato già attaccato a luglio per aver ospitato un altro torneo di golf sponsorizzato dall’Arabia Saudita nel suo club di Bedminster in New Jersey.

Come tante polemiche ha suscitato il bilaterale a Riad tra Biden e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.

Intanto nel carcere di massima sicurezza di Guantanamo sono ancora bloccati i processi a Khalid Shaikh Mohammed e altri quattro uomini considerati le menti degli attacchi. Rinvii che per i parenti delle vittime significano la mancanza di risposte a domande che hanno 21 anni.

Nel 2009 l’allora presidente Barack Obama annunciò che Mohammed sarebbe stato trasferito a New York per essere messo sotto processo in un tribunale federale di Manhattan. Tuttavia la città si tirò indietro. Se condannato, colui che è considerato l’artefice del peggior attentato della storia americana, rischia la pena di morte.