L’AQUILA – Primo maggio amaro quello dei lavoratori abruzzesi alle prese con cassa integrazione, precariato e aziende sull’orlo del baratro.

Il numero di aziende in crisi supera le 400 unità, i giovani disoccupati sono un terzo della popolazione e due gruppi storici come la Sixty di Chieti e la Micron di Avezzano alle prese con importanti e delicatissime vertenze.

Un primo maggio dove è difficile essere ottimisti, con una crisi economica sempre più pesante in un contesto politico ancora in fase di assestamento.

Sono ancora sulla corda i 1.700 lavoratori dello stabilimento di Avezzano, passato nelle mani del gruppo tedesco LFoundry. L’operazione di salvataggio dell’azienda ora si sposta sul tavolo del nuovo ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato, con il quale vertici e istituzioni si incontreranno.

Non se la passano bene neanche i lavoratori della Sixty dove la situazione è sempre più esplosiva. Mancano i fondi della cig in deroga e la maggior parte dei dipendenti è rimasta al palo. La rabbia cresce, tanto che qualche giorno fa si è scatenata una protesta con tanto di blocco degli ingressi da parte dei manifestanti.

I sindacati chiedono certezzezza sul periodo di cassa integrazione guadagni in deroga, certezza e tempi sull’attivazione della Cigs dopo l’accoglimento da parte del giudice delegato del piano concordatario, gestione degli esuberi che rimarranno fuori dal progetto presentato a gennaio e che prevede la costituzione di una Newco e di aziende Satelliti e certezze sull’anticipazione delle Cig.

Ancora drammatica la situazione della Golden Lady di Gissi (Chieti), oper chiedere attenzione sul caso, il senatore abruzzese del Movimento 5 stelle Gianluca Castaldi depositerà nei prossimi giorni un’interrogazione parlamentare ministro del lavoro e delle politiche sociali e a quello dello Sviluppo economico.

Ancora aperte le vertenze aquilane del polo elettronico come Compel e Technolabs.

Per la Finmek qualche giorno è stata annunciata l’acquisizione da parte della “Accord Phoenix” si prevede che a ottobre saranno assunti i primi 60 ex dipendenti Finmek, altri 60 a gennaio 2014 per poi arrivare a un totale di 240 dipendenti.

Sul caso Honda di Atessa prosegue l’applicazione dell’accordo siglato al ministero dello Sviluppo economico dalla casa madre nipponica che prevede il pareggio di bilancio entro il 2016, la fuoriuscita di 170 lavoratori, la riduzione dei costi con la riorganizzazione delle attività interne ed esterne allo stabilimento di Atessa e la garanzia dei volumi di lavoro per 355 dipendenti.

Blocco della produzione, infine, alla Sevel, lo stabilimento più grande d’Europa per produzione di veicoli commerciali leggeri: dal 26 aprile al 6 maggio, i 6.200 lavoratori andranno in cassa integrazione ordinaria.