L’AQUILA – “Cesare Zugaro è uno stimato e conosciuto capo officina meccanico, non certo un venditore di morte”.
Così l’avvocato aquilano Gaetano Petrilli con una nota a questo giornale precisa la situazione del suo suo assistito, il 33enne aquilano Cesare Zugaro, coinvolto nella inchiesta della Procura dell’Aquila che ha portato la squadra mobile a sgominare una banda dedita allo spaccio di cocaina e hashish con sei arresti e complessivamente 18 indagati.
Il legale – per conto del proprio assistito – a seguito di specifica richiesta spiegata in tal senso, chiede la rettifica rispetto ai precedenti articoli pubblicati in data 28.4. 2020 e 29.4.2020 ed epigrafati, rispettivamente, “Spaccio di Cocaina ed hascisc, sei arresti” e “Anche il sesso in cambio di droga”.
L’avvocato Petrilli sottolinea come il signor Cesare Zugaro, 33enne residente nella frazione aquilana di Paganica, “da oltre un decennio stimato capo officina meccanico conosciuto nell’intero territorio aquilano, è persona totalmente estranea alle vicende menzionate dai richiamati reportage per le quali avvedutamente, si è proceduto alla loro redazione e successiva pubblicazione”.
“Per completezza”, il legale tiene a puntualizzare che “l’intera vicenda ha tratto origine dal fatto che le menzionate rappresentazioni di cronaca riportando tra gli indagati, presumibilmente per errore, il nominativo di tale Cesare Zugario, 44enne residente in Paganica, hanno suscitato non poco clamore proprio nella popolosa frazione aquilana”.
“E ciò è derivato il fatto che il signor Cesare Zugaro veniva allarmato dell’esistenza degli articoli in parola, nei quali, per l’appunto, sarebbe potuto sembrare essere agli occhi dei lettori quale indagato, da numerosi amici e da alcuni parenti, prima ancora di venir formalmente notiziato dagli organi competenti a tal fine deputati di essere stato sottoposto ad indagini preliminari, di essere stato informato dei precetti normativi eventualmente violati, nonché dei fatti per i quali si sarebbe potuto procedere giudizialmente nei suoi confronti”.
“In conclusione – ribadisce l’avvocato Petrilli – il signor Zugaro è semplicemente un esperto e conosciuto meccanico e non, come si sarebbe potuto travisare, uno spacciatore di cocaina”.





