TERAMO – Due grandi emergenze, quella terremoto, dopo gli eventi del 2016 e del 2017, e quella legata al caso Fipronil, hanno tenuto impegnato nel corso dell’anno che si è appena concluso anche l’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise, con sede a Teramo.

A fare il punto sull’attività del centro e sui progetti in cantiere sono stati, nel corso di una conferenza stampa, il direttore generale Mauro Mattioli e il presidente del consiglio d’amministrazione Manola Di Pasquale.

Mattioli ha presentato le attività di cooperazione tecnico-scientifica in ambito internazionale che vedono lo zooprofilattico impegnato su vari fronti: dall’Africa all’America Latina, dall’Europa dell’Est alla Penisola Arabica.

Il direttore generale si è soffermato sul progetto Erfan (Enhancing Research For Africa Network) come esempio dell’impulso che l’Ente ha saputo dare all’attività internazionale – informa una nota – organizzando, a marzo dello scorso anno, un workshop a cui hanno preso parte i delegati dei Paesi africani con cui esiste un rapporto di collaborazione consolidato negli anni. Di fatto la prima occasione in cui l’Istituto è riuscito a riunire tutti i partner africani, discutendo e condividendo strategie comuni per la salvaguardia della salute umana e animale.

Mattioli ha poi illustrato alcuni esempi dell’intensa attività di ricerca, finalizzata a produrre innovazione, finanziata nel 2017 per oltre 11,5 milioni con fondi del Ministero della Salute, delle Regioni Abruzzo e Molise, di organismi e Stati internazionali.

Il prof. Mattioli ha sottolineato il passaggio rivoluzionario dalla diagnostica tradizionale alle nuove tecnologie che permettono di effettuare indagini complesse, come quelle genomiche, direttamente sul campo.

L’importanza dei Big Data e della capacità dell’Izsam di saper analizzare e processare una grande quantità di dati, infine i progetti in corso per monitorare la qualità delle acque interne, marine e potabili attraverso sistemi biologi innovativi.

Un altro tema affrontato è stato quello della formazione che ha fatto registrare un sensibile aumento dei corsi in e-Learning erogati, con oltre 20.000 iscritti nel 2017, e che a metà dicembre ha spinto la Commissione europea a confermare lo zooprofilattico di Abruzzo e Molise ente formatore delle Autorità nazionali competenti degli Stati membri della Ue e di alcuni Paesi terzi, in tema di benessere animale, con un importante finanziamento pari a 1,8 milioni di euro.

Nel corso del 2017 l’Istituto è stato incaricato dal Ministero della Salute di svolgere le analisi su campioni di uova, carne di pollame e prodotti ovo-derivati, in seguito all’allerta europea riguardante la contaminazione di uova provenienti dall’Olanda.

Mattioli ha poi posto l’accento sulla nuova organizzazione aziendale, con la razionalizzazione delle risorse umane, l’abolizione delle responsabilità ad interim e la contestuale attribuzione degli incarichi dirigenziali al personale avente diritto.

La Di Pasquale, dal canto suo, ha illustrato le nuove strutture edilizie in cantiere – il progetto Agrobioserv – rese possibili grazie al finanziamento del Masterplan Patto per il sud della Regione Abruzzo con una somma complessiva di 25 milioni di euro.

Il progetto prevede la realizzazione del primo lotto funzionale della nuova sede dell’Istituto a Colleatterato Alto (una nuova camera stagna e stabulari sperimentali per piccoli animali, con annessi laboratori) per un investimento di 17,5 milioni di euro e il recupero delle strutture dell’ex Mattatoio, dove nasceranno laboratori per la produzione di reagenti biologici, per una spesa che ammonta a 7,5 milioni di euro.

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il direttore sanitario Nicola D’Alterio, il direttore amministrativo, Giancarlo Cecchini e il consigliere d’amministrazione Pietro Enzo Di Giulio.