L’AQUILA – “Tutti contro tutti” e solito polverone sulla zona franca, alla vigilia dell’atteso parere della Commissione Europea, atteso per domani, sulla misura economica in favore del “cratere” che, da quanto ormai cominciano a far trapelare un po’ tutti i protagonisti, dovrebbe essere negativo.
Con perfetto tempismo, prima del verdetto è stata annunciata la blindatura da parte del governo di Mario Monti dei 90 milioni di aiuti per le aziende, notizia svelata flash dal presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, su Facebook.
Notizia su cui hanno cercato di mettere il cappello, con due comunicati stampa inviati a distanza di un minuto, sia il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, possibili sfidanti per la fascia tricolore del capoluogo che proprio sulla Zfu avranno un terreno di confronto importante in ottica di campagna elettorale.
Oggi il battibecco continua. Il parlamentare del Pd Giovanni Lolli ribadisce che “i 90 milioni non sono la zona franca ma il ‘de minimis'”, altra forma di aiuto non strettamente legata all’Europa.
Il Pdl prende la parola con Alfredo Magliocco, che ne approfitta per tirare una doppia stoccata, tanto a Cialente quanto a De Matteis, che si conferma essere visto come un avversario nel partito azzurro, sbottando che sulla misura economica “entrambi hanno mentito”.
Una voce in difesa di De Matteis è quella del suo fedelissimo, Corrado Ruggeri, che se la prende con il sindaco uscente “bravo solo a blaterare”.
Chi sconta questo caos sono ovviamente i cittadini, che sentono parlare di zona franca dal 2009 come di una manna dal cielo ma non hanno mai avuto la descrizione chiara e depurata delle dinamiche politiche ed elettorali della situazione. (alb.or.)
LOLLI: ”MA QUALE ZONA FRANCA, QUESTO E’ IL ‘DE MINIMIS”’
“La situazione drammatica nella quale vive la nostra comunità imporrebbe a tutti di dire la verità e non gettare fumo negli occhi. Oggi la verità è che la zona franca urbana per noi non ci sarà. Quello che ci sarà, e bisogna ancora lavorare perché sia così, è il ‘de minimis’, cosa del tutto diversa”.
Lo scrive in una nota il parlamentare del Partito democratico, Giovanni Lolli, che fa il punto sulla misura di aiuto da 90 milioni di cui si è saputo ieri.
“Spieghiamo bene – scrive – da anni gli sgravi fiscali e contributivi per le imprese sono materia delegata alla Commissione Europea, sulle quali i singoli Stati non possono decidere. La sola cosa che possono fare è introdurre vantaggi fiscali minimi entro la soglia di 200.000 euro, appunto il “de minimis”, facendosi comunque autorizzare dall’Europa”.
Lolli ammonisce ricordando che “la zona franca urbana è tutt’altra cosa: cinque anni di sgravi fiscali e contributivi totali e cinque anni successivi parziali per le nuove imprese”, snocciola.
“Questo – prosegue l’ex sottosegretario allo Sport – era scritto nella legge sul terremoto e questo ci era stato promesso. Non lo abbiamo ottenuto dall’Europa perché, mentre all’Aquila si continuavano a fare annunci roboanti e addirittura si motivavano scelte di schieramento, per esempio nelle elezioni provinciali, sulla base della zona franca ottenuta, il Governo Berlusconi portava avanti la procedura di richiesta all’Europa con ritardo e con motivazioni sbagliate”.
“Ora – sostiene Lolli – persa la zona franca ci rimane il “de minimis” che, ovviamente, è meglio di niente anche perché permetterebbe di utilizzare i 90 milioni di euro che abbiamo ottenuto grazie a un emendamento unitario dei parlamentari abruzzesi, primo firmatario il senatore Franco Marini, e che sono inutilizzati da due anni”.
“Rimane una triste considerazione – conclude – se non avessimo perso tempo a inseguire l’obiettivo della zona franca urbana, che non si poteva raggiungere perché il Governo aveva sbagliato procedura di richiesta nei modi e nei tempi, da due anni almeno avremmo avuto il vantaggio, sia pur limitato per gli aquilani, del ‘de minimis'”.
MAGLIOCCO (PDL): ”CIALENTE E DE MATTEIS HANNO MENTITO”
“Quando questa città avrebbe bisogno di ritrovarsi – scrive Alfonso Magliocco, dirigente Pdl – si privilegia lo scontro, quando corale dovrebbe essere lo sforzo di fare proprio il criterio che fu di Adriano (“ho ricostruito molto e ricostruire significa collaborare con il tempo nel suo aspetto di “passato”, coglierne lo spirito o modificarlo, protendendo quasi verso un piú lungo avvenire, significa scoprire sotto le pietre il segreto delle sorgenti”), si privilegia la bagarre di cortile, fatta di quotidiani scontri e rimpalli di responsabilità o si “gioca” ad acquisire meriti inesistenti laddove entrambi mentono!”.
Il riferimento è sulla zona franca e gli aiuti alle imprese. Per Magliocco “l’uno non ha colto l’obiettivo della Zfu (De Matteis, ndr) e l’altro non ha ottenuto nulla da Monti (Cialente, ndr) perché quei soldi c’erano da quasi tre anni e quindi da tempo potevano essere utilizzati per le micro e piccole imprese e non è stato, scientemente, fatto!”.
“Per L’Aquila – secondo il dirigente pidiellino – c’è bisogno di un pontefice, inteso nell’accezione latina del tecnico migliore al quale competeva di ‘pontem facere’, ma anche come chi unisce ciò che è separato. Serve chi é capace di essere freddo come un chirurgo per portare in porto una operazione difficile, ma che abbia contestualmente la sensibilità di un poeta capace di sentire la propria terra e accompagnarla nella sua trasformazione ‘che è la vita stessa della città””.
“Non serve la vecchia politica, i suoi riti, le sceneggiate – conclude Magliocco – cui, oggi, ancora assistiamo, sempre uguali e tali da far sembrare uguali i diversi candidati che si propongono per la ricostruzione dell’Aquila. Di candidati uguali e indifferenziati L’Aquila non ha bisogno. Auspichiamo un nuovo che avanzi, non un vecchio che è avanzato”.
RUGGERI (MPA): ”QUALCUNO LAVORA IN SILENZIO, IL SINDACO BLATERA”
“C’è chi ha lavorato in silenzio e chi invece ha fatto solo chiacchiere secondo come tirava il vento, chi ha lavorato in silenzio è certo che continuerà a lavorare in silenzio per risolvere tantissimi altri problemi, chi ha fatto chiacchiere seguiterà a blaterare”.
Questo il teorema di Corrado Ruggeri, segretario comunale del Movimento per le autonomie e luogotenente di Giorgio De Matteis, che prende la parola dopo il gioco a rincorrersi di ieri del vice presidente del Consiglio regionale e del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, possibili sfidanti per la fascia tricolore, che si sono affrettati ad attribuirsi la paternità dei 90 milioni che il governo dovrebbe portare nel “cratere” per aiutare le aziende.
“Che squallore! – sbotta Ruggeri – Il nostro caro sindaco, che fino a ieri ha ripetuto (e forse augurato) che la Zfu sarebbe saltata, e che l’altro ieri ha attaccato il premier Monti definendo il suo governo peggiore di quello di Berlusconi, (ma dopo quello che ha detto al Cavaliere sarebbe stato pressoché impossibile trovare di peggio), ora si fa portatore della buona novella: i soldi della zona franca arrivano: ‘prima ho avuto un colloquio con il Premier e poi mi ha telefonato il Ministro Barca’, ha trionfalmente annunciato!”.
Secondo Ruggeri, “domani ci racconterà che il miracolo è avvenuto grazie alla sua gita a Bruxelles”.
“Che passo avanti farebbe la nostra città – scrive caustico – se il sindaco si tappasse la bocca. Quante cose in più si otterrebbero, quanti nemici in meno avremmo e quante brutte figure in meno faremmo! Ma lui da questo orecchio non ci sente, e non siamo solo noi a dirlo ma la stragrande componente della sua parte politica”.
“Sarebbe ora – conclude Ruggeri – che il sindaco, dato che non ha avuto alcun merito nella questione, invece di tornare sull’argomento, pensasse a lavorare per la sua e nostra città, pensasse a litigare con meno persone e incominciasse a programmare qualcosa visto che fino a ora non ha programmato assolutamente nulla!”.



