L’AQUILA – “Nessuna novità ufficiale da Bruxelles sulla zona franca per L’Aquila”.

Lo hanno detto in serata ad AbruzzoWeb fonti della presidenza della Regione, confermando la fumata grigia sul parere decisivo e finale della Commissione Europea sulla misura che era atteso proprio per oggi.

E invece, nonostante la clessidra si sia esaurita, la deadline era il 23 gennaio, Bruxelles non ha vaticinato, non è arrivata alcuna comunicazione formale, e chissà se arriverà nei prossimi giorni.

Di sicuro dal mondo politico e istituzionale abruzzese e aquilano ci saranno poche pressioni: nessuno, infatti, ha tanta voglia di sollecitare un responso della Commissione.

Questo perché si è capito che la zona franca vera, normata dalla Ue, è un miraggio, e nel dubbio è già un risultato aver blindato i 90 milioni di aiuti alle imprese da parte del governo: il contributo “de minimis”, una sorta di mini-zona franca che prevederà uno sgravio di massimo 200 mila euro ad azienda.

Non come il quinquennio di esenzione fiscale e contributiva totale che sarebbe previsto dalla Zfu “doc”, ma sempre meglio di niente… (alb.or.)