L’AQUILA – “La misura del ‘de minimis’ poteva partire già da prima. Si è invece tentata la strada della zona franca urbana, pensando che la realtà aquilana potesse essere considerata in deroga dalla Comunità europea. Una strada che, è bene ricordarlo, è stata intrapresa sia dal Comune sia dalla Regione”.

Commenta così il presidente del Cresa (Centro studi e ricerche economico sociali della Camera di commercio) e della Camera di Commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, il ritiro da parte del governo della notifica per l’istituzione della Zfu nel Comune dell’Aquila.

“I novanta milioni – ha spiegato a margine di una conferenza stampa – arriveranno lo stesso. La zona franca è un provvedimento, il ‘de minimis’ sono una serie di interventi che fino a un certo importo non vengono considerati aiuti di stato, quindi è una cosa che il governo italiano può fare”.

“Il principio della zona franca urbana – spiega – riguarda zone di particolare degrado. Forse si è pensato che si potesse ottenere uno strumento del genere, ma così non è stato”. (e.m.)