L’AQUILA – “Le polemiche di questi giorni non ci riguardano. In questa squallida partita a tennis tra le istituzioni, non vogliamo essere la pallina che rimbalza da una parte all’altra”.
Le associazioni di categoria (Ance, Ance Giovani, Cna, Cia, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato) si tirano fuori dalle lotte tra Regione e Comune sul tema della zona franca urbana, sottolineando con forza che “la questione è delicata ed è da irresponsabili farne materia di scontro politico”.
Questa mattina i rappresentanti di ogni associazione hanno tenuto una conferenza stampa per ufficializzare la costituzione di un tavolo permanente di coordinamento tecnico-politico dopo la partecipazione al Consiglio comunale che si è tenuto martedì scorso a Bruxelles.
“Si tratta di un tavolo – ha spiegato il direttore di Confcommercio, Celso Cioni – che presidierà costantemente l’iter dei provvedimenti agevolativi per il sistema produttivo. Andando a Bruxelles ci siamo resi conto che il 2010 è stato speso malissimo e che il ritardo c’è”.
“Per questo motivo – ha sottolineato Stefano Cipriani dell’Ance – abbiamo richiesto di entrare nel tavolo tecnico-politico, perché vogliamo vedere con i nostri occhi quello che sta succedendo ed essere parte attiva”.
All’unanimità i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno ammesso “l’errore” di essersi fidati degli amministratori e dei politici, “ma ora basta delegare la gestione dei nostri interessi”, ha detto Giorgio Stringini del Cna, che in relazione a quanto detto ieri dal commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha affermato: “Non mi sento di dover ringraziare nessuno, hanno solo fatto il loro dovere”.
In relazione alle polemiche sulla missione a Bruxelles, lo stesso Stringini ha sottolineato che “neanche un euro è stato speso dal Comune, ci siamo pagati tutto noi”.
In vista della fine di gennaio, quando dovrebbe arrivare la risposta sulla zfu dall’Europa, le associazioni non rimarranno con le mani in mano. “Non aspetteremo più – ha affermato Carlo Rossi della Confesercenti – ma faremo pesare i nostri interessi fino ad allora. Ci concentreremo anche su le altre misure ordinarie legate allo sviluppo”.
Come il cosiddetto ‘De Minimis’, un provvedimento che può essere adottato dalle autorità italiane indipendentemente rispetto all’Europa e “che poteva partire già mesi fa e sul quale si è perso solo tempo”, ha aggiunto Stringini.
Nel corso della conferenza stampa non sono mancate critiche per il mancato coinvolgimento delle aziende locali nella fase dell’emergenza post terremoto. “Sono stati spesi 900 milioni per il progetto C.a.s.e. e a nessuna impresa aquilana è stato dato un minimo incarico”, ha tuonato Loredana Lombardo di Confartigianato.
Presenti anche Filippo Rubei della Cia e Adolfo Cicchetti, presidente di Ance Giovani.



