ROMA – In aumento gli attacchi hacker in Italia. Nel primo semestre dell’anno l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, attraverso il Csirt (il team di risposta in caso di incidenti), ha gestito 2.171 eventi, con un incremento del 47% rispetto allo stesso periodo del 2025 (quando erano stati 1.474). Di questi circa la metà – ossia 1.072 – hanno avuto un impatto confermato.

Un trend in crescita registrato anche nell’ultimo mese rilevato – ossia settembre – quando gli eventi sono stati 485 (+ 57% rispetto ai 309 di agosto). In crescita pure gli incidenti (235 rispetto ai 196 del mese precedente).

Il dato del primo semestre 2026 – osserva l’Acn – non deve essere interpretato come un aumento reale della minaccia o degli impatti subiti, ma come risultato di una maggiore capacità di intercettare e gestire fenomeni che precedentemente potevano non emergere con la stessa tempestività o granularità.

Rispetto allo stesso periodo 2025, si osserva un aumento delle minacce legate alla compromissione di credenziali, all’esposizione di dati e allo sfruttamento di vulnerabilità, risultano invece in flessione gli attacchi DDoS e ransomware.

I settori più colpiti da eventi cyber sono il manifatturiero, tecnologico e sanitario mentre risulta meno interessata la Pubblica amministrazione centrale e locale.

Nel dettaglio, sono stati registrati 181 ransomware rispetto ai 206 dello stesso periodo dell’anno scorso. Seppur in diminuzione del 12%, questa minaccia si conferma una delle tipologie a maggiore impatto sulla continuità operativa delle vittime e sulla confidenzialità delle informazioni.

I settori più interessati sono stati il manifatturiero, la vendita al dettaglio e il tecnologico.

Nel mese di settembre, invece, è ripresa l’attività DDoS di matrice hacktivista dopo l’inattività osservata nei mesi di giugno, luglio e agosto.

Gli attacchi DDoS hanno riguardato principalmente la Pubblica amministrazione locale. Solo nell’8,3% dei casi sono stati accertati impatti, comunque di entità limitata.

Gli attacchi – ha reso noto l’Agenzia – sono stati rivendicati da un gruppo filorusso che, nelle proprie comunicazioni, ha dichiarato di aver agito in risposta al sostegno militare fornito dall’Italia all’Ucraina, richiamando notizie relative a un pacchetto di aiuti.