L’AQUILA –  È questione di giorni, forse di qualche settimana al massimo, ma si farà la zona franca urbana per la città dell’Aquila, il provvedimento a sostegno delle imprese e dell’economia dei territori colpiti dal terremoto.

Il ministro per l’Economia, Giulio Tremonti, sta predisponendo i decreti attuativi per la definizione delle norme che sbloccheranno i novanta milioni (raddoppiati rispetto allo stanziamento iniziale del Cipe) previsti per la zfu: è l’ultimo passaggio burocratico prima del via libera definitivo da parte dell’Europa.

Una buona notizia per aziende e imprenditori che nei giorni scorsi si sono riuniti insieme ai rappresentanti di tutte le categorie produttive per definire un’ipotesi di proposta concreta per il rilancio dell’economia.

“Un pacchetto  unico di iniziative – ha spiegato il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis – che prevede diverse misure, come l’anticipazione dei crediti d’imposta dal 2013 fino al 2011 e la proroga della Tremonti-ter. A questo si aggiungono incentivi per la ricerca sia per le nuove imprese sia per quelle esistenti, a dimostrazione che la zona franca non è uno strumento per favorire l’ondata di ‘barbari colonizzatori’ della città dell’Aquila”.

Quella di De Matteis vuole essere anche una risposta “a quanti dentro il Comune dell’Aquila pensano che la questione della zona franca sia ferma al palo. Forse – insinua – dovrebbero interessarsi un po’ di più del futuro economico della città”.

Non è tutto: delle 130 imprese che hanno risposto al bando da 11 milioni di euro della Regione (favorito dalla rimodulazione dei fondi Fesr 2007-2013) per l’attrazione di nuove imprese nell’area del “cratere”, solo una piccola parte è stata presentata da candidati “extra L’Aquila”.

I restanti sono aspiranti imprenditori del capoluogo che intendono favorire il recupero del tessuto socio-economico investendo sul territorio. (g.a.)