L’AQUILA – È scontro politico in Abruzzo sull’imminente nomina dell’avvocato romano Mauro Miccio, classe 1955, docente all’Università di Roma tre a commissario governativo per la Zona Economica speciale (Zes) per l’Abruzzo da parte della presidenza del Consiglio dei ministri che recepirà le indicazioni del ministro del Sud Mara Carfagna, di Forza Italia.
Bordate per lo “scippo” all’Abruzzo che aveva candidature autorevoli in campo, da parte del deputato di Italia viva Camillo D’Alessandro, e deputato Andrea Colletti, ex M5S oggi nel gruppo “L’Alternativa c’è”. Difende la scelta Mauro Febbo, capogruppo in Regione di Forza Italia.
Miccio ha all’attivo anche numerosi in carichi in cda di società pubbliche e private.
Tra i candidati dati per favoriti c’era anche un’abruzzese, la 48enne di Spoltore (Pescara) Emanuela Di Luca, professionista esperta di economia, di fondi comunitari e di progettazione europea.
“Solo una maggioranza di incapaci e senza orgoglio poteva auto commissariarsi sulla ZES. Può darsi che non ci sia un abruzzese capace di essere commissario della Zes in Abruzzo? Può darsi che non ci sia un po’ di amor proprio, per la propria Regione, da parte della maggioranza che accetta un calato che non c’entra nulla con l’Abruzzo , un altro romano?”, tuona D’Alessandro
“Marislio prima o poi tornerà a casa sua, cioè a Roma, ma su questi balbettanti consiglieri di maggioranza rimarrà per sempre la macchia. È scandaloso, inoltre , che Forza Italia, che esprime la ministra Carfagna, sia supina mentre Marsilio fa nominare un romano, scippa consiglieri regionali a loro, lì sostituisce dalla Giunta”
Sulla stessa linea Colletti: “ancora una volta l’Abruzzo viene commissariato da Roma. Non bastava la scelta del presidente della Giunta regionale, frutto di logiche esclusivamente romane. Ora la regione viene di nuovo commissariata per quanto riguarda il fondamentale ruolo del commissario della Zes. Questo dimostra come l’obiettivo non sia quello di fare gli interessi del territorio, quanto, piuttosto, quello di seguire le solite logiche spartitorie portate avanti a Roma. Il commissario dovrebbe essere esperto conoscitore della realtà territoriale”.
Dura la reazione di Febbo, “Le dichiarazioni dell’onorevole Colletti sono un concentrato di demagogia. Innanzitutto, perché di vergognoso ci sono le sue conclusioni e le presunte motivazioni alla base della scelta dell’avvocato Miccio, le cui elevate competenze sono facilmente individuabili sul suo curriculm che il deputato ex 5 stelle dovrebbe leggere attentamente in modo da evitare brutte figure. Non è stato perpetrato nessun torto agli abruzzesi, anzi c’è la piena consapevolezza che per un ruolo così importante fosse necessario individuare una figura di alto e indiscusso profilo per la quale non può essere una discriminante la città o la regione di origine. Le offese agli abruzzesi, semmai, arrivano da Colletti e dai suoi compagni di partito che in ben 2 anni e 9 mesi di governo non sono stati in grado di trovare la quadra”.
E incalza: “se, come dice lui, questa figura era ritenuta così importante perché non hanno provveduto loro, in ben 32 mesi, a scegliere un profilo abruzzese? Forse erano troppo impegnati nel valzer delle poltrone per pensare alle realtà regionali. Sono loro con i giochi di potere o della casta, come li chiamavano prima di essersi sporcati le mani , che hanno sempre bistrattato e nei quali ci sono ritrovati a navigare, ad aver bloccato lo sviluppo di questa regione. Il Ministro del Sud Mara Carfagna di Forza Italia ha impiegato meno di una settimana per individuare una figura di altissimo profilo, e qualificatissima, che sono certo sarà in grado di dare quell’impulso necessario alla Zes e al rilancio economico della nostra regione”.






