PESCARA – Le parole possono mentire, i fatti mai.
E Zdenek Zeman, a chi diceva che la “Zemaneide” era finita, ha risposto con i fatti: 6 a 0 a Padova, sul campo di una pretendente ai play off.
Certo questo non significa che il Pescara “asfalterà”, come dicono i tifosi, il campionato in questa fase finale, ma conferma che il lavoro di Sdengo è superlativo e va sostenuto a spada tratta.
Classifica sontuosa, giocatori valorizzati, società alla vigilia di un mercato ricco con la possibilità di chiudere diverse situazioni passive… Insomma, una vera goduria per i tifosi.
Restano, questo il cronista per onestà di cronaca deve dirlo, alcune difficoltà in considerazione del valore delle pretendenti alla vittoria finale che, se anche sbagliano un incontro, non è detto che ne sbaglino altri.
A parte questo, resta la bontà di un campionato condotto a livelli eccezionali che sono stati raggiunti per meriti specifici dei giocatori ma anche, e soprattutto, per il valore aggiunto di Zeman che ha confermato, a quei pochi ottusi che continuavano a denigrarlo, che il doping non deve essere fatto in farmacia, ma sul campo con il lavoro.
Chiaro che se in allenamento non arrivi a toccare certe punte di “fatica” non puoi pretendere di farlo in gara ufficiale senza correre seri rischi.
Il “doping zemaniano” è il lavoro che tonifica e rende più forte e resistente il corpo dell’atleta, e non è certo la “palletta” che può dare forza e tonicità oltre alla illusoria forza del momento successivo alla “ingestione” che diventa, poi, indigestione e crollo fisico e psichico.
Zeman, comunque vada, ha fatto a Pescara cose importanti che hanno dato da pensare e riflettere ai molti tecnici che hanno imparato a “piegare il foglio in quattro” e continuano a insegnarlo senza avere la fantasia per capire che il foglio può essere piegato anche in otto, in sedici e via dicendo oppure lo si può appallottolare e gettare nel cestino e trovare altre forme di lavoro…
Una sola raccomandazione è di rigore in questi giorni ai dirigenti e soprattutto al presidente, Daniele Sebastiani: l’ingordigia di un affare immediato non vi faccia perdere di vista il benessere della società.






