PESCARA – L’arrampicata si è conclusa. Daniele Sebastiani è il nuovo presidente della Pescara Calcio, dopo un’operazione di avvicinamento e conquista della massima poltrona durata alcuni mesi: prima è stata allontanata Deborah Caldora, poi Antonio Edmondo e ora Giuseppe De Cecco.
Ufficialmente il pomo della discordia era l’acquisizione del Poggio degli Ulivi ma resta chiaro, agli osservatori attenti, che c’era molto di più dietro questa operazione che comporta una gestione del potere calcistico che apre orizzonti di sicuro interesse per chi gestisce un’attività finanziaria come quella del signor Sebastiani.
De Cecco resterà ne Cda e la sua quota subirà un ridimensionamento corposo e le sue quote dovrebbero essere assorbite in parte da soci esistenti e in parte da nuovi ingressi che porterebbero, probabilmente, anche a dei rientri clamorosi come quello di Antonio Oliveri e di Vincenzo Marinelli, anche se quest’ultimo appare troppo preso dall’essere un dirigente della nazionale Under 21.
Sebastiani si è detto felice della nomina anche perché è un pescarese puro e poter dirigere la massima espressione calcistica regionale era la sua ambizione massima che ha potuto realizzare.
I tifosi si sono divisi su questi due personaggi: De Cecco e Sebastiani e si stanno lanciando in espressioni dialettiche di varia caratura sui loro siti ufficiali dimostrando di non avere le idee molto chiare e di non conoscere i veri motivi del “braccio di ferro” conclusosi con la vittoria di Sebastiani.
L’importante è che la squadra non risenta di questo cambiamento di poltrona che potrebbe incidere sulle future scelte anche di mercato. L’importante è che Zdenek Zeman possa lavorare in pace e continuare a completare il progetto calcistico in corso.
Sabato arriva il Grosseto, che solo sulla carta, è squadra inferiore al Pescara e subito dopo ci saranno gli scontri con le corazzate Torino e Sampdoria e potremo cominciare a vedere meglio nel futuro della Pescara Calcio.






