PESCARA – Se riduciamo la velocità, diventiamo battibili.
È questa la conferma che è venuta dopo la sconfitta subita dal Pescara con la Reggina.
A onor del vero ci sono stati almeno due episodi che hanno fatto discutere sulle decisioni prese dall’arbitro ma la sconfitta, seppure ha fatto male alla squadra e ai tifosi, potrebbe risultare utile se, invece di cercare alibi, aiuterà a capire certi errori e certe situazioni.
Per prima cosa il centrocampo ha lasciato troppo spazio agli avversari lasciandosi imbrigliare dalla loro rete di fitti passaggi sul corto e facendosi trovare scoperti dai lanci in contriopiede.
Inoltre si è ben capito che il Pescara diventa esplosivo quando può giocare in velocità e contro la Reggina la velocità, almeno per un tempo è stata latitante: colpa dello stop per neve, della preprazione non ottimale, ma certo è che i nostri ragazzi diventano davvero imprendibili quando attuano a memoria e in velocità gli schemi di Zdenek Zeman.
C’erano molti ospiti importanti a seguire il Pescara, dal cantante Antonello Venditti al figlio di Lippi, ospiti venuti per osservare da vicino la realtà calcistica di Sdengo e per visionare alcuni dei nostri gioiellini che, però, debbono imparare ad essere più altruisti (Lorenzo Insigne gioca per la platea e per se stesso) e meno “cascettari”: Immobile non può lasciare la panchina e andarsene negli spogliatoi perché non accetta una sostituzione chiesta per il suo bene altrimenti sarebbe finito, probabilmente, fuori con il rosso aribtrale.
Ma, al di là di certe sbavature la squadra ha saputo, pur nella negatività del risutlato finale, creare almeno tre occasioni importanti che avrebbero potuto anche far cambiare la situazione finale… ma il Pescara di Zeman non può accontentarsi di tre occasioni, visto che nelle precedenti gare, anche quelle perse, di occasioni ne ha create a iosa.
Va riconosciuto che la Reggina ha saputo impostare bene la gara sfruttando la poca lucidità del centrocampo (Nielsen e Verratti non si possono regalare…) e ha saputo sfruttare la ridotta capacità atletica dei nostri ragazzi.
La sconfitta potrebbe anche tornare utile se si sanno trovare i giusti insegnamenti che derivano dall’attenta analisi della partita e già contro il Sassuolo si potrà dare una svolta in chiave positiva.
Lasciarsi andare alla colpevolizzazione dell’arbitro o attaccarsi alla sfortuna significherebbe non migliorare e adagiarsi su alibi di scarsa redditività calcistica.






