PESCARA – Ogni epoca ha il suo guru e ci sono maestri che vanno di moda e che tutti inseguono per poter dire di essere stati suoi allievi e per menarsene vanto.

Ora è il momento di Zdenek Zeman. A Pescara tutti lo vogliono, tuttilo cercano e lui, con molta pazienza, si concede e dispensa perle di saggezza.

Il presidente, Daniele Sebastiani, ha già pensato di mettere un freno a queste uscite del mister che potrebbero stancarlo e togliergli la concentrazione di cui ha bisogno la squadra in questo finale accesissimo di campionato.

Zeman insegna quotidianamente ai suoi ragazzi i segreti del calcio, insegna etica e disciplina sportiva agli studenti di ogni ordine e grado che hanno avuto la fortuna di avere dirigenti scolastici avveduti che sono stati capaci di averlo ospite nelle loro aule magne, insegna management a imprenditori ai quali ha spiegato come si dirige una società sportiva e come si gestisce una realtà articolata come una SpA calcistica con fini di lucro al giorno d’oggi.

Insomma, a dirla in breve, Zeman insegna a tutto campo e su vari fronti. E pensare che c’è chi si è fatto rinviare a giudizio per aver accusato il boemo di non saper insegnare calcio e di non farsi capire perché il suo italiano e il suo modo di parlare sono incomprensibili… Alla faccia!

Zeman è un saggio e lo dimostra giorno dopo giorno. Mentre tutti si inebriano dei risultati acquisiti e della posizione in classifica, lui, imperterrito, continua a mettere in risalto le sbavature tecnico tattiche della squadra e a chiedere quei miglioramenti che sono nelle corte e nelle possibilità dei suoi ragazzi.

Inoltre ha già mandato messaggi chiari alla società in vista del futuro discorso sulla conferma. Se si va in A resto a Pescara altrimenti mi serve conoscere in anticipo i programmi e gli impegni che la società intenderà proporsi e propormi…

Come dire che se arriva la promozione bene, ma se nel caso non arrivasse la società deve chiarire senza tentennamenti che cosa intenderà fare e con quali mezzi… Le avventure non sono nei registri del mister che, anche quest’anno, non ha corso nessuna alea, sicuro com’era del fatto suo.

Zeman insegna a tutti e ai cronisti: con punzecchiature non sempre capite fa intendere come il giornalismo sia capacità di seguire i fatti sportivi, di capirli e raccontarli ai lettori o telespettatori e non la risatina sciocca, la pacca sulle spalle per evidenziare quanto si è amici con gli intervistati.

Zeman insegna e può darsi che, alla fine, tutto l’ambiente ne uscirà arricchito, almeno come cultura sportiva; per ora ne sta uscendo arricchito il Delfino che incassa più di una squadra media di serie A.

IL BOEMO: ”IN VETTA FINO ALLA FINE”

Agguantata la vetta solitaria del torneo cadetto, il Pescara di Zdenek Zeman gongola, sulle ali dell’entusiasmo.

Il tecnico boemo, però, non si scompone per un primato estemporaneo e chiede ai suoi grande concentrazione: “Mancano 12 partite al termine della stagione e dobbiamo mantenere questa posizione fino alla fine. Essere in testa ora non conta nulla”, dichiara saggiamente il trainer biancazzurro.

Le tre vittorie consecutive non lo hanno inebriato: Sdengo esige dalla capolista maggiore aggressività: “A Cittadella abbiamo siglato due bei gol ma per le prossime gare vorrei una squadra travolgente”.

La mente è già rivolta al posticipo di lunedì prossimo, quando all’Adriatico sarà di scena il Brescia di Calori: “La formazione lombarda sta ottenendo dei risultati importanti e punta ai play-off. Verrà qui per giocarsi la partita a viso aperto, schierando El Kaddouri alle spalle di Jonathas. Nella rosa delle Rondinelle figurano dei giovani interessanti”, ammette il maestro di Praga.

Il boemo riserva tanti complimenti anche ai ragazzi del Delfino: “Sono contento che Verratti, Insigne e Capuano facciano ormai parte del gruppo dell’Under 21 di Ciro Ferrara. Anche Immobile e Romagnoli meriterebbero la maglia azzurra. Le qualità di Simone (Romagnoli – ndr) vengono molto sottovalutate, anche qui a Pescara”, sostiene con convinzione il fautore del calcio spettacolo.

Sul blitz del Verona a Torino, questo lo Zeman-pensiero: “Non se lo aspettava nessuno visto che i granata, in casa, non avevano mai perso. Cinque squadre si contenderanno la vittoria del campionato. Il Torino resta, a mio avviso, la favorita”.