L’AQUILA – Una webserie che racconta l’Abruzzo in tutte le sue forme, attraverso gli occhi di chi non conosce questo territorio.

Questo è ‘We folk’, progetto innovativo scritto e diretto da Serena Del Prete e Massimo Moca e nato all’interno del progetto Vie e civiltà della transumanza patrimonio dell’umanità, ideato e attuato dal Gal Gran Sasso Velino.

Si tratta di un progetto che ha l’obiettivo di valorizzare gli antichi tratturi e i cammini presenti su questo territorio.

“Abbiamo partecipato a un bando che era incluso nel progetto del Gal – ha spiegato Del Prete ad AbruzzoWeb – e chiedeva la creazione di una docufiction. Io e Massimo abbiamo partecipato e abbiamo vinto, così abbiamo iniziato questa esperienza. All’inizio questo doveva essere un lavoro unico di 40 minuti, ma poi per varie necessità abbiamo deciso di spezzettarlo e di farlo diventare una serie web”.
Serena non è abruzzese, bensì di Napoli, l’unico della regione è Massimo. 

“Massimo è di Raiano, in provincia dell’Aquila, dopo una vita passata tra Milano e Roma ha deciso di tornare a vivere nel suo paese ed era da tempo che sognava di realizzare qualcosa per il suo territorio – ha continuato – Questa sembrava essere proprio l’occasione giusta. Io sono napoletana, ma ci sono molte cose che mi legano a questo territorio, così quando Massimo mi ha proposto una collaborazione ho accettato subito”.

La webserie si presenta quindi come un vero e proprio esperimento sia per quanto riguarda il modo di raccontare la regione, sia per quanto riguarda la produzione e la scrittura.

“I tempi di produzione sono di pari passo con l’uscita online delle varie puntate. Abbiamo deciso – ha spiegato la regista – di provare questo nuovo approccio. Ci teniamo a sottolineare che essendo un documentario non c’è una vera e propria sceneggiatura. Le cose cambiano di volta in volta, che sia una variazione metereologica o le persone che i nostri protagonisti incontrano. Certo, c’è un canovaccio di base, alcune idee prestabilite, ma poi quando giriamo l’improvvisazione fa tanto, ci piace sperimentare”.

Per quanto riguarda i personaggi, i due ideatori di ‘We folk’ hanno fatto una scelta rischiosa ma che avvicinerà di più questa webserie alla realtà.

“Non volevamo soffermarci solo sull’aspetto documentaristico e paesaggistico. I nostri protagonisti sono una parte importantissima della storia. Proprio dal loro incontro con persone del luogo nascono momenti profondi di riflessione, di confronto. Inoltre per rendere il tutto più verosimile abbiamo fatto anche un’altra scelta: i due protagonisti, Valentina Beotti ed Emiliano Liberali, interpretano se stessi”.

Valentina nella vita è infatti una vera attrice, Emiliano un musicista che che gira il mondo alla ricerca dell’ispirazione per comporre.

“Il fatto di usare le loro vite reali – ha spiegato Del Prete – ci ha permesso di improvvisare e di cogliere tantissime reazioni genuine e veritiere. All’inizio della storia sappiamo che Valentina è scappata dalla sua vita a Roma, non sappiamo perché, sappiamo solo che decide di raggiungere Emiliano che ha già intrapreso questo viaggio”.

Lavorare con attori che interpretano se stessi rende ‘We Folk’ un vero e proprio viaggio nelle emozioni umane.

“Abbiamo voluto presentare un territorio dal punto di vista di chi non lo conosce. È un progetto che ci sta dando la possibilità di conoscere questo territorio in maniera profonda. Durante alcune riprese Emiliano è rimasto così colpito dal luogo in cui stavamo girando che è rimasto lì, oltre il tempo delle riprese, per trovare ispirazione e comporre musica. Questo è veramente un viaggio della scoperta anche per noi”, ha concluso.

È possibile trovare le puntate di ‘We folk’, che verranno caricate ogni mercoledì, sulla pagina Facebook o nel sito internet del progetto del Gal.