PESCARA – “È ora di fare chiarezza una volta per tutte: la sentenza del Consiglio di Stato parla di errori materiali, non di brogli. Continuare a confondere i due concetti significa alimentare disinformazione e avvelenare il clima politico”.
Così il vice coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, il deputato Guerino Testa, ha aperto la conferenza stampa di questa mattina, convocata insieme ai coordinatori provinciale e cittadino, Stefano Cardelli e Andrea Cocchini, alla presenza degli amministratori comunali di Fratelli d’Italia del comune di Pescara, intervenuti per testimoniare “compattezza e sostegno alla linea del partito”, si legge in una nota.
Testa ha sottolineato come, negli ultimi giorni “si siano lette e ascoltate ricostruzioni fantasiose e accuse infondate da parte del centrosinistra, che continua a parlare di brogli senza alcun riscontro nella sentenza. Il Consiglio di Stato è stato chiarissimo: si è trattato di errori procedurali, non di manipolazioni del voto. Alimentare la narrazione del complotto significa mancare di rispetto alla verità e ai cittadini”.
Ha, inoltre, ricordato che “i presidenti di seggio non vengono nominati dal sindaco ma dalla Corte d’Appello. Pensare o suggerire che il sindaco Carlo Masci o il centrodestra abbiano potuto interferire con le operazioni di voto è semplicemente assurdo. Se c’è una parte lesa in questa vicenda, è proprio il centrodestra, che alle ultime elezioni è risultato vincente e con Fratelli d’Italia primo partito della coalizione”.
L’avvocato Andrea Cocchini, ha illustrato il contenuto tecnico della decisione del Consiglio di Stato, spiegando che “la sentenza non lascia spazio a interpretazioni arbitrarie. Il giudice amministrativo ha rilevato errori materiali nelle procedure di verbalizzazione, non condotte fraudolente. Parlare di brogli significa travisare il contenuto del provvedimento e creare un clima di sospetto ingiustificato. Il ritorno al voto è una misura di garanzia, non una sanzione politica”.
Cocchini ha aggiunto che “la vicenda deve servire a migliorare le procedure e a evitare che situazioni simili si ripetano ma non può essere strumentalizzata per delegittimare l’operato delle istituzioni o insinuare responsabilità inesistenti”.
Cardelli ha evidenziato come “il centrosinistra stia cercando di trasformare un errore burocratico in un caso politico inesistente. È un atteggiamento irresponsabile che rischia di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Noi, al contrario, accettiamo la sentenza con rispetto e ci prepariamo a una campagna elettorale basata sui contenuti, sulle proposte e sui risultati ottenuti. Siamo certi che gli elettori confermeranno la loro fiducia al centrodestra e al sindaco Carlo Masci”.
In chiusura, Testa ha rivolto una stoccata finale all’onorevole Luciano D’Alfonso, intervenuto nei giorni scorsi sulla nomina della dirigente scolastica Chiara D’Ambrosio nominata, dal ministro alla Cultura Alessandro Giuli, componente del Consiglio di amministrazione dei Musei archeologici nazionali di Chieti – Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo: “L’attacco di D’Alfonso è stato scomposto e ingiustificato. Parliamo di una professionista stimata, che ha come unico ‘difetto’ quello di aver scelto il centrodestra. Quando le nomine riguardano il PD, tutto è considerato legittimo; quando riguardano altri, diventano improvvisamente uno scandalo. È un doppio standard inaccettabile. E soprattutto, il Partito Democratico è l’ultimo che può dare lezioni, visto che dal livello nazionale a quello locale ha sempre fatto ampio ricorso alle nomine politiche”.
Testa ha concluso: “Difendiamo la qualità delle persone e respingiamo ogni tentativo di delegittimazione pretestuosa. Ora si torni a parlare di Pescara, dei suoi problemi e delle sue opportunità”.





