L’AQUILA – L’”avvicinamento”, per proporgli una candidatura a sindaco del centrosinistra alle elezioni comunali del 2027, nei confronti del noto e stimato magistrato aquilano Fabio Picuti, che però, secondo quanto si è appreso, avrebbe “congelato” la risposta: è questa la novità principale delle grandi manovre estive nel centrosinistra aquilano e provinciale, che a dispetto di una opposizione definita dalla stessa base poco efficace alla amministrazione di centrodestra del meloniano Pierluigi Biondi, è sempre effervescente in quanto a strategie basate però sulle parole e non sui fatti.
La clamorosa ipotesi va nella direzione di un nome vergine politicamente, e proveniente dalla cosiddetta società civile, come emerso dal dibattito, anche stimolato da questo giornale, sulla necessità emersa da alcuni big della coalizione, in primis da parte dell’ex consigliere regionale Americo Di Benedetto, che nel 2017 ha clamorosamente perso la poltrona principale di palazzo Margherita dopo aver vinto nettamente il primo turno. Si ritiene necessario dunque puntare su un nome esterno ed autorevole, per riunire le varie anime del centrosinistra e tentare di riportarlo alla guida del Comune dopo due mandati consecutivi dell’ex sindaco di Villa Sant’Angelo.
E in realtà il 57enne Picuti, pm di lungo corso che dopo essere stato procuratore capo facente funzione del capoluogo regionale e poi da circa un anno a Roma procuratore generale della Cassazione, ha queste caratteristiche.
Ma rimane il fatto che non sia per niente sicura la adesione da parte del magistrato molto legato alla sua città, in prima linea nelle inchieste nel post terremoto, una delle quali sfociata poi nel processo e alla condanna in primo grado ai componenti della commissione Grandi Rischi, scienziati degli eventi sismici, accusati di aver falsamente rassicurato gli aquilani nel corso dello sciame prima della tragica scossa del 6 aprile 2009, poi assolti in secondo e terzo grado.
Insieme a questa clamorosa novità, sempre nella conflittuale coalizione, emerge il “raffreddamento” sull’ipotesi data finora in pole position, quella del consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, che potrebbe optare per il Parlamento, come concordato con Roma, mentre sembra certo il ritorno in campo, come aspirante consigliere, dell’ex sindaco, Massimo Cialente.
Sono questi insomma i personaggi che alimentano il totonomi nel campo del centrosinistra apparso molle nella attività di opposizione, per elezioni della primavera del 2027, quando all’Aquila si tornerà al voto, dopo dieci anni di amministrazione di centrodestra di Biondi, di Fdi, che non potrà fare un terzo mandato e ha già le valigie pronte per la Camera o il Senato.
Con l’obiettivo di strappare al centrodestra e in particolare a Fratelli d’Italia, un feudo nel collegio dove la leader e presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata eletta alla Camera nell’autunno del 2022, proprio nel collegio L’Aquila-Teramo, nel primo capoluogo conquistato in Italia con lo stesso Biondi nel 2017, confermato a giugno 2022 e da dove è partita la cavalcata che ha portato Fdi in pochi anni dal 6% all’attuale 24% con la concomitante conquista nel 2019 della prima Regione a guida meloniana con Marco Marsilio confermato nel 2024.
Quindi, alla ripresa dopo la pausa estiva trapela che anche se all’apertura delle urne mancano circa due anni, l’opposizione lavora per il riscatto dopo due batoste consecutive, nella consapevolezza che questa volta non dovrà arrivare al fatidico appuntamento senza una candidatura forte, già in campo, conosciuta e riconoscibile, condivisa tra tutte le anime del campo avverso al centrodestra, coese e compatte.
E nella strategia di individuare una figura di alto spessore di natura civica, trasversale e di area, capace di aggregare, si inserisce il tentativo fatto dei moderati Enrico Verini, consigliere di Azione con Calenda, e del socialista Gianni Padovani, del gruppo 99 L’Aquila, che hanno contattato il magistrato Picuti, sostituto procuratore generale della Cassazione, e ancor prima pubblico ministero della Procura della Repubblica distrettuale del capoluogo abruzzese dove si è occupato come detto, tra le altre cose, dei processi sui crolli del post sisma e del processo contro la commissione Grandi Rischi, i cui componenti furono accusati di aver sottovalutato le scosse precedenti il terrificante terremoto del 6 aprile 2009, mandando alla gente messaggi tranquillizzanti. Un processo di enorme clamore mediatico che si concluse con la unica condanna a 2 anni in appello e cassazione per omicidio colposo plurimo con i benefici di legge a carico di Bernardo De Bernardinis.
Picuti, contattato da Abruzzoweb, con toni molto cortesi non ha voluto commentare il fatto: secondo quanto si è appreso, sta pensando se proseguire o meno la sua carriera, in forte ascesa, nella magistratura.
E un ruolo in politica del resto sarebbe con questa finalità incompatibile, visto che la nuova normativa, la legge 71 del 2022, prevede che i magistrati debbano in caso di candidatura, mettersi “in aspettativa senza assegni”, in caso di non elezione “non possono essere ricollocati in ruolo con assegnazione a un ufficio avente competenza in tutto o in parte sul territorio di una regione compresa in tutto o in parte nella circoscrizione elettorale in cui hanno presentato la candidatura”, e in caso di elezione, al termine del mandato, “qualora non abbiano già maturato l’età per il pensionamento obbligatorio, sono collocati fuori ruolo, presso il Ministero di appartenenza o, per i magistrati amministrativi e contabili, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ovvero sono ricollocati in ruolo e destinati dai rispettivi organi di autogoverno allo svolgimento di attività non direttamente giurisdizionali, né giudicanti né requirenti”.
Intanto sembra vacillare quella che era data come ipotesi pressoché certa, la candidatura del consigliere regionale del Partito democratico, il 49enne Pierpaolo Pietrucci, rieletto all’emiciclo l’anno scorso con i 5.833 voti, e che aveva già provato a candidarsi a sindaco, nel 2017, ma sconfitto alle primarie del centrosinistra da Americo Di Benedetto, che poi ha perso la partita decisiva, contro i pronostici della vigilia, al ballottaggio contro Biondi.
Pietrucci però sarebbe in corsa anche per una candidatura in Parlamento, anche alla luce della sua appartenenza alla corrente maggioritaria del Partito democratico, quella della segretaria nazionale Elly Schlein, e della sua vicinanza al sempre influente senatore Michele Fina, ex segretario regionale.
A pesare è anche la presa di posizione dell’ex consigliere regionale Di Benedetto, arrivato secondo con la coalizione civica Il Passo possibile davanti al centrosinistra di Stefania Pezzopane alle elezioni del 2022, che non ha intenzione di ricandidarsi a sindaco per la terza volta, ma che in una intervista a questo giornale ha detto chiaro e tondo che occorre un candidato sindaco che “non faccia parte delle forze politiche e civiche della coalizione”, presa di posizione che esclude a priori dunque anche Pietrucci e qualsivoglia esponente del Pd o di altre forze politiche, ma da scegliere a questo punto tra alti profili della società civile e del mondo delle professioni.
Nel centrosinistra poi è tornato alla ribalta l’ex due volte sindaco Massimo Cialente, 73enne politico di lungo corso, ex parlamentare, medico aquilano in pensione e soprattutto primo cittadino in prima linea nel tragico terremoto del 6 aprile 2009, che che ha causato 309 morti e circa 1500 feriti.
Ancora amato da buona parte del popolo del Pd e del centrosinistra, tanto che un’intervista ad Abruzzoweb è stata subito entusiasticamente letta in filigrana come un suo ritorno in campo.
Intervista dove ha certo lanciato vigorose bordate al centrodestra e a Biondi, ma anche messo polemicamente l’accento sull’assenza all’Aquila della società civile e dei media, ha accusato il centrosinistra in città e anche il Regione Abruzzo di “non avere un progetto politico adeguato per sconfiggere la destra”.
Va poi ricordato che è arrivata anche la sentenza della Corte dei Conti Abruzzo che ha assolto da ogni addebito Cialente, ex amministratori e dirigenti comunali in merito alla mancata riscossione dei crediti derivanti dai canoni di compartecipazione dovuti per l’affitto di abitazioni del progetto Case negli anni 2010-2017 e per i consumi non pagati di gas ed energia elettrica. Dunque sbarrando la strada già da subito all’ipotesi del dem Pietrucci.
Per completare il quadro, nel centrosinistra è fuori dai giochi, come esponente del Movimento 5 stelle il nome del 75enne giurista Fabrizio Marinelli, essendo stato appena nominato a presidente della Fondazione Carispaq, già proposto alle comunali del 2022, amico ed ex collega del leader pentastellato Giuseppe Conte, avvocato e accademico aquilano, per otto anni prorettore dell’Università dell’Aquila e presidente dell’Accademia di Belle arti tra il 2019 e il 2020, direttore del Centro studi sulla proprietà collettiva “Guido Cervati”.
Nell’area civica e fuori dai partiti a molti piace anche l’ipotesi del 63enne avvocato Fausto Corti, molto attivo sui social, dove non manca di fustigare con ironia e sarcasmo Biondi e il centrodestra per l’utilizzo dei fondi pubblici, il rifacimento del centro storico, e per la movida fuori controllo che toglie il sonno ai come lui residenti. Una attività che va a colmare più volte il silenzio delle opposizioni in Comune.





