L’AQUILA – Nonostante i seggi siano rimasti aperti per due giorni, dando così la possibilità agli elettori di votare in un arco temporale più lungo, i dati sull’affluenza delle elezioni comunali 2021 restituiscono un quadro in cui prevale l’astensionismo.

L’affluenza media nei 1.153 comuni italiani al voto si attesta al 54,7%, rispetto al 61,58 delle precedenti elezioni comunali, segnando un record negativo: in pratica un elettore su due non si è recato alle urne con il risultato peggiore di sempre a Milano e Torino.
Nei 72 comuni abruzzesi il dato dell’affluenza è sopra la media con il 62,28%, ma comunque oltre 4 punti in meno rispetto al precedente 66,90%

Rispetto alle precedenti elezioni comunali a Vasto si è passati dal 68,58% al 64,32%, a Lanciano dal 67,37% al 62,80%, a Francavilla dal 65,58% al 62,15% a Roseto dal 69,18% al 63,81%, a Sulmona dal 65,98% al 63,35%.

Dato peggiore dell’affluenza nei comuni pescaresi con il 60%, il migliore in quelli teramani, con il 63,16%, ma anche qui in calo.

Per quanto riguarda le regionali in Calabria, si è registrato un ennesimo crollo: 43,59%, di poco inferiore al precedente 43,99%.

Colpisce il calo delle grandi città. A Bologna l’affluenza è arrivata al 51,16%, ma nelle precedenti consultazioni era stata pari al 59,66%. A Torino si è passati dal 57,18% al 48,06%. Calo rilevante anche a Napoli: 47,19% contro il precedente 54,12%. Ancora non sono definitivi i dati di Milano e Roma, ma le cose non dovrebbero essere andate tanto diversamente. A livello complessivo, la Lombardia è la regione con l’affluenza alla comunali più bassa (51,1%), seguita dal Piemonte (51,42%).

A pagare la fuga dalle urne sembra il centrodestra, come ammette il leader della Lega Matteo Salvini, a spoglio appena cominciato: “La maggior parte non ha votato. E’ per me e tutti un’autocritica. Occorre essere più concreti sulla vita reale. Non possiamo perdere tempo su vicende private”.

Per la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, “il dato dell’astensionismo dimostra che non è in crisi la politica, non sono in crisi i partiti, ma è in crisi la democrazia”, con un riferimento a Mario Draghi e al suo governo con conseguente richiesta di tornare al voto il prima possibile: “Siamo pronti a votare Mario Draghi al Quirinale a patto che subito dopo si torni alle urne”.