L’AQUILA – Abruzzo terra di conquista da parte di Futuro Nazionale, in particolare tra le file della Lega.

Dopo i numerosi passaggi dei mesi scorsi, questa volta è un big del partito ad essere candidata al passaggio tra le fila del generale ed europarlamentare Roberto Vannacci: secondo indiscrezioni romane, sta per aderire alla nuova formazione di destra Sabrina Bocchino, 53enne di Vasto, ex consigliere regionale salviniana, nel ruolo di  ed ex consigliere comunale della sua città, ma soprattutto attuale vice coordinatore regionale del Carroccio.

Cambio di casacca che avrebbe del clamoroso visto che Bocchino è tra gli altri vicina al sottosegretario al Welfare e vice coordinatore nazionale con competenza per il centrodestra Claudio Durigon. Non ci sono conferme in Abruzzo ma il passaggio sembra imminente, nelle prossime settimane.

Stando a quanto emerso, Bocchino, una vita a destra, che ha sfiorato la rielezione in Regione nel marzo del 2024 prima in provincia di Chieti, con 2.840 voti, non sufficienti perché a tirare non è stata la Lega, scesa al 7,5% e che ha eletto in tutto l’Abruzzo solo due consiglieri, rispetto ai dieci del 2019, quando fece il botto con il 27,5%.

C’è anzi chi parla di una vera e propria emorragia nella Lega abruzzese, che pure ha ottenuto buoni risultati nelle recenti elezioni amministrative in particolare ad Avezzano, dove era in coalizione con il riconfermato sindaco civico bipartisan, Gianni Di Pangrazio, e Chieti, dove al primo turno ha fatto una corsa solitaria con il capogruppo Mario Colantonio, ora apparentato al ballottaggio con Cristiano Sicari.

D’altra parte, Futuro nazionale viene dato in Italia al 4.5% e in forte ascesa: lo confermano i numeri record, addirittura giornalieri, di adesione su tutti i territori attingendo da tutti i partiti del centrodestra al governo del Paese, con otto parlamentari già incassati, non solo dal Carroccio, ma anche da Forza Italia, di qui le preoccupazioni addirittura di Marina Berlusconi, e in misura minore da Fdi.

Tra le adesioni in Futuro nazionale in Abruzzo si è conquistata poi la ribalta delle cronache quella di Francesca Riccitelli, avezzanese, 30 anni, e con un percorso di transizione di genere alle spalle, tenuto conto che Vannacci nel suo libro manifesto Il mondo al contrario,  sostenne che “gli omosessuali non sono normali”, provocando veementi polemiche.

I darti record di adesioni a Futuro nazionale sono stati annunciati due giorni fa in un evento al Salone delle Fontane all’Eur dallo stesso Vannacci: 94.000 tessere dal 1 marzo, allorché è partita la campagna di adesione, rilanciando le parole d’ordine del suo partito ovvero “nazione”, “patria”, “sicurezza”, “identità della cultura della civiltà occidentale”, ma soprattutto “remigrazione”, sulla quale il Generale sta lavorando per la pubblicazione di un nuovo libro.

Nella Lega abruzzese si respira dunque una certa preoccupazione: dall’ottobre del 2024 a capo del partito c’è il capogruppo e presidente della prima commissione Bilancio in consiglio regionale Vincenzo D’Incecco, subentrato all’attuale sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo, ex deputato e tra i fondatori del partito nel territorio abruzzese, quando nel 2015 al Comune dell’Aquila è passato alla Lega con gli allora consiglieri di opposizione al centrosinistra del sindaco Massimo Cialente, Emanuele Imprudente, attuale vice presidente della Giunta regionale e Daniele Ferella, attuale capogruppo al Comune dell’Aquila.

Dopo le elezioni del marzo 2024 c’erano già state uscite importanti come quella dell’ex assessore regionale al Lavoro Pietro Quaresimale, eletto nel 2019 in provincia di Teramo con 8.838 voti, non rieletto nel 2024 nonostante 5.596 voti.

Nelle ultime settimane, sono usciti dalla Lega per aderire al partito di Vannacci l’ex consigliere regionale, la teramana Simona Cardinali,  stesso percorso intrapreso dalla responsabile regionale del Dipartimento disabilità Maria Di Domenico, come pure Gianluca Baldassarre a Francavilla al Mare e il 21enne Leo Di Foglio, giovane leva del partito a Vasto.

Seguendo le orme di Antonio Di Gianvittorio, sindaco di Notaresco, ex consigliere regionale della Lega, e ora responsabile abruzzese di Futuro nazionale e di Simone Amgelosante, anche lui ex consigliere regionale della Lega, ed ex sindaco di Ovindoli.

Nella Lega le emorragie erano del resto iniziate a fine della scorsa legislatura regionale, con D’Eramo al timone, quando sono usciti cinque dei dieci consiglieri regionali in una azione di indebolimento che avrebbe avuto, secondo quanto si è appreso, la regia del riconfermato presidente della Regione, Marco Marsilio, di FdI, acerrimo nemico politico dell’allora coordinatore salviniano. (b.s.)