L’AQUILA – “Si preannunciano probabili iniziative  di protesta da parte di questo cartello sindacale, in occasione della visita all’Aquila del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi”.

È questo l’annuncio che lanciano le segreterie provinciali dei sindacati di Polizia (Siulp – Siap – Silp Cgil – Ugl Polizia di Stato – Coisp) che denunciano le gravi condizioni logistiche ed ambientali nei quali sono costretti a lavorare agenti e personale a 19 mesi dal terremoto.

“Il crescente dissenso tra la popolazione, per l’indecorosa accoglienza degli uffici di Pubblica Sicurezza di L’Aquila, fa sì che gli agenti di polizia addetti a qualsiasi titolo alle relazioni con il pubblico, siano costretti a scusarsi quotidianamente e personalmente con l’utente per il servizio squallidamente offerto all’interno di containers o nei sottoscala affittati, a spese dei cittadini, a caro prezzo dalla Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila”.

“Mentre il Presidente del Consiglio dei Ministri torna domani all’Aquila dopo una lunghissima assenza, per la consegna dei riconoscimenti di Protezione Civile ai vertici delle forze di Polizia, in riferimento al servizio svolto nel post terremoto, i poliziotti aquilani, cioè, coloro che mentre vivevano la tragedia sulla loro pelle e su quella dei propri congiunti hanno generosamente prestato servizi e soccorso alla popolazione tralasciando i loro problemi, comuni a tutti i concittadini, ancora oggi, sono costretti a lavorare ammassati e dimenticati in malsani ambienti di fortuna”.

Il premier sarà domani all’Aquila in occasione della cerimonia di conferimento dei riconoscimenti alla Protezione civile per l’opera svolta nel post terremoto; nell’occasione, molto verosimilmente, sarà ufficializzato il passaggio di consegne tra il capo Dipartimento uscente, Guido Bertolaso, e l’attuale numero due della Protezione civile, Franco Gabrielli, già Prefetto dell’Aquila nei mesi del post terremoto.

Un’iniziativa che ha già suscitato reazioni del mondo politico, con reazioni contrastanti, e dei comitati e associazioni. Il movimento “Cittadini per i cittadini” ha chiesto al presidente Berlusconi di “andare fra la gente e visitare i centri storici”, mentre sul web è nata la provocatoria proposta di attendere il premier sulle note di “Ruby Tuesday” dei Rolling Stones, con evidente riferimento al cosiddetto “caso Ruby”.

LA NOTA DEI SINDACATI DI POLIZIA

Il crescente dissenso tra la popolazione, per l’indecorosa accoglienza degli uffici di Pubblica Sicurezza di L’Aquila, fa sì che gli agenti di polizia addetti a qualsiasi titolo alle relazioni con il pubblico, siano costretti a scusarsi quotidianamente e personalmente con l’utente per il servizio squallidamente offerto all’interno di containers o nei sottoscala affittati, a spese dei cittadini, a caro prezzo dalla Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila.

Mentre il Presidente del Consiglio dei Ministri torna domani a L’Aquila dopo una lunghissima assenza, per la consegna dei riconoscimenti di Protezione Civile ai vertici delle forze di Polizia, in riferimento al servizio svolto nel post terremoto, i poliziotti aquilani, cioè, coloro che mentre vivevano la tragedia sulla loro pelle e su quella dei propri congiunti hanno generosamente prestato servizi e soccorso alla popolazione tralasciando i loro problemi, comuni a tutti i concittadini, ancora oggi, sono costretti a lavorare ammassati e dimenticati in malsani ambienti di fortuna.

Il Governo in carica ha cercato di accreditarsi tantissimi meriti sulla ricostruzione, sinora solo virtuale, a danno anche dell’immagine della popolazione aquilana, non risparmiando figuracce neanche in merito alla ricostruzione degli edifici strategici come lo stabile della Questura, luogo preposto alla pianificazione e al coordinamento della sicurezza di tutta la provincia.

Questo Esecutivo, tra l’altro, oltre a disattendere gli impegni presi con le donne e gli uomini in divisa per il riconoscimento della specificità, pretenderebbe, con una direttiva del Gabinetto del Ministro Maroni, già emanata, equiparare i poliziotti a tutti gli impiegati civili e  far funzionare la Polizia solo dalle 8 del mattino alle 18 di sera, esattamente come qualsiasi altro ufficio pubblico, disconoscendo di fatto la richiesta di sicurezza da parte dei cittadini che è articolata nelle 24 ore.  

Una scelta questa, irresponsabile e irrazionale, tanto più grave in una città come L’Aquila, dove il Governo e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si sono giocati la faccia, facendo promesse poi disattese.
A risentirne, sarà sicuramente il livello di sicurezza garantito con grandi sacrifici personali dei poliziotti e di tutti gli appartenenti al comparto sicurezza.

A L’Aquila, dopo diciannove difficili mesi, i poliziotti non solo sono ancora ammassati e abbandonati in vere e proprie baracche di lamiera, roventi d’estate e gelide in inverno, forse neanche omologate, ma il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha comunicato di non  riconoscere loro neanche le indennità previste dalla legge, in quanto ritiene i containers e i sottoscala di una banca “ordinari uffici di Polizia”. 

Tutto ciò la dice lunga sul concetto di locali idonei ad uso “ufficio” che gravita nei confortevoli uffici romani del Viminale, o molto più semplicemente il “vertice”, che continua e definire L’Aquila “una priorità!”, neanche conosce le condizioni logistiche ed ambientali dei poliziotti aquilani, umiliandoli e demotivandoli con decisioni astratte.

Dopo aver avuto la fiducia a governare da parte dei cittadini, grazie alle campagne elettorali fatte sulla pelle dei terremotati a L’Aquila e sulla sicurezza dei cittadini, lo Stato ora è in affanno per nascondere i fallimenti su l’uno e sull’altro fronte.

Si preannunciano probabili iniziative  di protesta da parte di questo cartello sindacale, in occasione della visita a L’Aquila del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi.

LA NOTA DELL’ASSOCIAZIONE CITTADINI PER I CITTADINI

L’AQUILA – “Il premier venga fra la gente e visiti i nostri centri storici”.

L’associazione Cittadini per i cittadini, uno dei comitati più radicati tra quelli sorti spontaneamente dopo il terremoto del 6 aprile 2009, chiede un confronto diretto tra il premier e i la gente dell’Aquila.

“Dopo la presenza assidua e costante del presidente durante la prima fase dell’emergenza – si legge in una nota del comitato – e alla consegna delle abitazioni provvisorie, abbiamo notato una brusca interruzione delle sue visite, dovuta forse agli impegni personali e di Governo, ma non compresa dalla popolazione”.

“Come mai – si chiede il comitato – il presidente non ritiene di dover incontrare i cittadini nella città, bensì di chiudersi all’interno di una caserma, interdetta al libero accesso della popolazione?”. Di qui l’invito a un nuovo sopralluogo in città.
“Notiamo – si legge ancora – che il presidente non visita il nostro centro storico dai tempi del G8: lo invitiamo, pertanto, a farlo nuovamente. Ci rendiamo disponibili per condurlo attraverso le nostre periferie e i nostri centri storici”.

“Solo dopo – conclude l’associazione – gli chiederemo se ritiene, in tutta coscienza, che l’informazione veicolata dai maggiori media e dal Governo stesso, in merito alla ricostruzione dell’Aquila, sia veritiera”.


TERREMOTO: COMITATI, ”CANTEREMO A BERLUSCONI RUBY TUESDAY”

L’AQUILA – “Andiamo tutti alla caserma di Coppito ad accogliere Berlusconi e Bertolaso cantando ‘goodbye Ruby tuesday”, famosa canzone dei Rolling Stones. La singolare provocazione, con evidente collegamento al caso Ruby, rimbalza su Facebook, tra i gruppi spontanei sorti all’Aquila all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009.

Il riferimento è alla prossima visita del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, atteso all’Aquila martedì prossimo per una cerimonia delle onorificenze alla Protezione civile, ultima visita ufficiale in città di Guido Bertolaso come sottosegretario della Protezione civile. Bertolaso lascerà l’incarico l’11 novembre.