PESCARA – “Pescara è il fronte della guerra che stiamo combattendo, ed ecco perché dobbiamo prepararci a dotarci eventualmente in pochi giorni, anche una settimana, di nuovi spazi per ricoverare pazienti Covid 19, se dovessero saturarsi gli ospedali di Pescara e di Penne, già al limite delle loro possibilità”.

La provincia di Pescara come Wuhan in Cina, dove per far fonte alla pandemia hanno realizzato in pochi giorni un nuovo nosocomio ex novo. La conferma ad Abruzzoweb che il progetto è pronto a partire, arriva dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, forzista e pescarese. Non una struttura ex novo, da tirare su dalle fondamenta, si intende, visto che al vaglio dei tecnici piuttosto è l’adeguamento funzionale del palazzetto dello sport di via Rigopiano, o del palacongressi nel porto turistico, oppure della dismessa sede del Parco scientifico tecnologico, nella frazione di San Martino di Chieti, ed anche di una parte della clinica Villa Pini di Torrevecchia Teatina. E infine, opzione ritenuta da molti la preferibile, l’interporto di Manoppello, mega strutttura di oltre 3.500 metri quadrati, ben collegata con l’autostrada, e di proprietà regionale. Da riadattare in temi strettissimi per realizzare reparti dotati di non meno di 50 posti letto fino a 100, con respiratori e macchinari per la terapia intensiva e sub intensiva.

Da utilizzare nel caso in cui aumenteranno ancora i ricoveri a Pescara e Penne, dove sono già 141 i pazienti in terapia non intensiva, e 32 quelli in terapia intensiva, secondo i dati aggiornati a mercoledì 25 marzo.

E’ dato per scontato che non ci saranno ostacoli amministrativi, dovesse partire l’operazione nuovo ospedale Covid a Pescara: ad Avezzano infatti saranno 50 i posti letto allestiti all’interno dell’Interporto. La proposta della Regione Abruzzo è stata accolta dal commissario straordinario all’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri. e nei prossimi giorni sarà allestita tutta l’area oggi gestita dalla Protezione Civile e dalla Croce Rossa.

“Il tema è preparaci ad affrontare il picco emergenziale qui a Pescara, che è la linea di combattimento, non possiamo farci trovare impreparati – spiega Sospiri – è importante, vitale nel senso letterale del termine, avere anche strutture ben distinte dove ricoverare pazienti covid, distanziati dagli altri pazienti, per non creare focolai. I sopralluoghi sono stati già effettuati, le opzioni sono più di una. E da come ci è stato assicurato dai tecnici, lo spazio che sarà prescelto, potrà essere pronto in una settimana, con un intervento a ritmi serratissimi. Sono state vagliate anche le strutture private ospedaliere, come la clinica Spatocco, che ha una vocazione più riabilitativa, e che hanno già messo a disposizione i  reparti di rianimazione”. 

Ad effettuare i sopralluoghi, nei giorni scorsi, è stato uno staff composto dal dg facente funzione della Asl di Pescara, Antonio Caponetti, dal responsabile dell’area tecnica, Antonio Basic, dai medici Alberto Albani, referente sanitario per le emergenze e direttore del dipartimento emergenza-urgenza, e Giustino Parruti, primario di Malattie infettive a Pescara e componente della task force della Regione sull’emergenza sanitaria.

Al sopralluogo nell’interporto di Manoppello erano presenti i gestori e il sindaco Giorgio De Luca.

Il vantaggio di questa struttura, oltre all’equidistanza tra i nosocomi di Chieti e Pescara, è anche quella di poter ospitare appartamenti per il personale medico. Ma il punto è un altro, tiene a sottolineare Sospiri: “Avere una struttura a disposizione non vuol dire nulla: il tema è che per 50 posti servono almeno 5 respiratori, servono i macchinari di terapia intensiva e sub intensiva, e soprattutto serve personale adeguato, ovvero medici rianimatori e infermieri con le adeguate competenze”.

Ergo, prosegue Sospiri, “lo sforzo si sta concentrando soprattutto su questi ultimi due aspetti, dotazione tecnologica e personale. e sono certo che anche da questo punto di vista troveremo la soluzione”. (f.t.)